Regole di natura

20 giugno 2013

ShortLa stazione degli autobus è una pozza di luce bollente. C’è questa ragazza che è il centro gravitazionale degli sguardi maschili. Si porta dietro una bellezza sfrontata. E c’è quest’uomo, barbuto, occhiali da sole e divisa da guardia giurata. La ragazza si avvicina, gli chiede una sigaretta. Ci si aspetta che lui la squadri da capo a piedi, ci si aspetta che le pianti addosso quel piglio ferino e affamato, che le corra con gli occhi lungo le cosce esposte che sgorgano da un paio di short dalla pochezza martoriante. Invece la guardia giurata risponde di no, si volta dall’altra parte senza degnarla di un’occhiata. Allora lei incrocia le braccia e sbuffa, fa per andarsene. A quel punto però succede una cosa, succede che per un’animalesca regola di natura lui non possa lasciarsi scappare l’occasione, lui non possa trascurare la richiesta della sigaretta, non possa sottovalutare il fatto che quel pasticcino biondo gli abbia chiesto proprio una sigaretta, ossia che abbia usato uno strumento di abbordaggio tra i più eloquenti e convenzionali, e con quel modo poi, con quell’accenno di allegria provocante, e allo stesso tempo con lo sguardo un po’ opaco, stordito dal caldo, arreso. Allora lui torna a fissarla. Si avvicina di un passo. È un essere vivente gigantesco rispetto a lei, con la divisa che evoca una qualche battaglia urbana, la barba disfatta e crespa, gli occhiali da sole quasi neri. “Andiamo al bar”, le ordina con una voce roca, oscena. “Te le compro io le sigarette”. Lei adesso è indecisa, tutta la sua bellezza si coagula in una forma del corpo che sa di ripiegamento. In un istante crolla tutto, viene meno quella vibrazione dell’aria, quell’elettricità che ha bloccato lo scorrere del tempo, la loro stessa densità umana. “No, grazie”, gli dice con un suono della voce quasi ridicolo. “Me le compro un’altra volta”. Si allontana.

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3 Risposte to “Regole di natura”


  1. al di là di quello che dici, resto sempre abbacinata da come lo dici. la coppia sostantivo-aggettivo così banalmente spesso assortita in soluzioni ad effetto da molti, troppi, in te funziona come una sferza, nella sua essenzialità. prendi per esempio quel “pochezza martoriante”.
    tenerezza per la ragazza sfrontata che voleva solo una sigaretta, dramma della “lettura” del gesto

    • Andrea Pomella Says:

      Quello che a me ha colpito è il comportamento dell’uomo, la percezione del “provarci” come fosse un “dovere”, anche se magari in quel momento aveva la testa da un’altra parte.


  2. perché lo interpreti al maschile 😀


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