Io e Flavio Soriga

21 agosto 2013

Io e Flavio Soriga ci incontriamo continuamente, da anni, ovunque. Io e Flavio Soriga non ci conosciamo. Oh beh, una volta, tanti anni fa, un amico comune ci presentò in un ristorante di Cagliari, ma da allora non ci siamo mai più rivolti la parola, tutto quello che ci siamo detti è riassumibile in una formula di cortesia, di quelle che si usano quando si fa la conoscenza con qualcuno. Da quella volta ho incontrato Flavio Soriga dappertutto. L’ho incontrato ancora a Cagliari, lui era su un palco e raccontava di quanto gli piacessero i libri di Paolo Nori, l’ho incontrato in un locale di Roma, era quasi Natale e c’era gente che si alternava a leggere insolenti racconti di Natale, lui era tra il pubblico, l’ho incontrato sempre a Roma a un concerto degli Afterhours, e alla fiera della piccola editoria all’Eur, e ancora a una presentazione, l’inverno scorso, in una libreria di San Lorenzo. L’ho incontrato ad Alghero, qualche anno fa, che passeggiava nelle vie del centro e ho rischiato di incontrarlo ancora ieri, sempre ad Alghero, dove lui presentava il suo libro insieme a sua sorella Paola (che a ogni buon conto ho incontrato la sera prima, all’ora dell’aperitivo, ai tavoli all’aperto di un bar, uno – ma proprio quello – tra le decine di bar coi tavoli all’aperto che affollano Alghero d’estate). Ora, se penso per un momento a una persona a caso, che conosco di nome e di cognome, magari superficialmente, con la quale non ho rapporti di alcun tipo, men che meno che possano dirsi di amicizia, se penso a quante volte ho incontrato questa persona nel corso della mia vita, incontrarla casualmente voglio dire, in almeno tre città diverse, in un lasso di tempo che si possa contare in anni, incontrarla per strada, o in un ristorante, o in qualsiasi altro posto, per una quantità sbalorditiva di volte, non riesco a immaginare nessun altro che non sia Flavio Soriga. E tutto questo per me non ha alcun senso, non è misterioso né incomprensibile; è solo, in un certo modo, grottesco.

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2 Risposte to “Io e Flavio Soriga”

  1. Silvia Says:

    Non hai mai ceduto, nemmeno una volta per un attimo, alla tentazione del “qualcosa vorrà pur dire”? Senza soffermarti poi troppo a cercare una risposta che non possiedi né saresti in grado di ipotizzare.
    Una mia amica chiama situazioni simili a questa “costellazioni degli eventi”. Io indugio sempre un po’ a ridosso del fascino delle costellazioni.

    • Andrea Pomella Says:

      L’unica cosa che vorrà pur dire è che frequentiamo gli stessi posti. Di più non so. Quanto alle costellazioni, lo sai, sono scettico e primitivo.


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