È l’ora dei Pavesini

25 agosto 2013

Mi hanno raccontato questo. C’è una donna giovane in un ascensore pubblico, in una cittadina del sud Italia. Entra una donna molto vecchia, vestita di nero, tutta una ruga. C’è anche un uomo, ma non sappiamo niente di quest’uomo, a parte che, a un certo momento, chiede a entrambe, alla donna giovane e alla donna molto vecchia: “Sapete mica che ore sono?” E la donna molto vecchia risponde con un’ironia sfiancata: “È l’ora dei Pavesini”. La donna giovane fissa la donna molto vecchia, che ha un’aria atrocemente soddisfatta per aver fatto questa specie di battuta, per averla fatta in un ascensore pubblico, per averla fatta a due sconosciuti. Una battuta tutto sommato inoffensiva, ma che spegne qualcosa nella donna giovane, l’ultima fiammella. Così la donna giovane resta attonita, mentre il mondo intorno a lei, un po’ alla volta, perde di senso, mentre la donna molto vecchia si rincagna dentro di sé, nella sua ostilità primitiva, e mentre l’uomo rimane con la sua domanda irrisolta. La donna giovane cade, sprofonda nel nero, la sua testa si accartoccia, arriva l’angoscia, la costernazione, arrivano mandrie di pensieri desolati, arriva tutto quello che non sarebbe mai arrivato se la donna molto vecchia non avesse deciso di rispondere in quel modo alla semplice domanda dell’uomo, o se si fosse limitata a guardare l’orologio, o se avesse taciuto. Avrebbe trascorso in pace questi pochi secondi in ascensore, e ne sarebbe uscita con il passo deciso con cui è entrata, il passo da difesa che in genere non le lascia vedere né il brutto né il bello del mondo. Invece, tutta la percezione che ha dell’universo si infradicia di questa decrepita, improvvisa melassa, tutto cade a pezzi, e sarebbe una faccenda buffa se non fosse invece qualcosa di molto serio, qualcosa che da questo momento in poi riguarda completamente la sua vita. Questo mi hanno raccontato.

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3 Risposte to “È l’ora dei Pavesini”


  1. accidenti! Quell’ammasso di uova e zucchero può nuocere gravemente alla psiche umana?!? Comunque in ascensore tra sconosciuti è meglio stare zitti…

    • Andrea Pomella Says:

      Il problema è la prossemica dell’ascensore. In Europa ci disponiamo a semicerchio, in America si mettono in fila con la faccia rivolta alla porta. In America non sarebbe successo un tale casino.

  2. anonimo Says:

    entrai in ascensore, un ascensore pubblico. c’erano due donne, una vecchia e una giovane. e c’era anche flavio soriga, rannicchiato in un angolo a sgranocchiare pavesini. chiesi l’ora. non udii risposta, ma solo il lento incessante sgranocchiare proveniente dall’angolo buio dell’ascensore. e allora sentii le pareti dell’ascensore allontanarsi, dilatarsi, gonfiarsi a dismisura per far posto al rumore topesco e farinaceo proveniente dall’angolo buio. e anche l’angolo buio si andava allontanando, adesso era gia` a due chilometri virgola tre. la donna vecchia si guardo` l’orologio da polso inarcando le sopracciglia. la donna giovane sbircio` sull’orologio della vecchia. i loro sguardi, rivolti fissamente su di me con aria vagamente accusatoria, confermarono il mio atroce sospetto: era l’ora dei pavesini.


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