Ieri, mentre correvo

27 agosto 2013

Ieri, mentre correvo, pensavo alla forma dell’anima, la forma fisica che può assumere l’anima, sebbene io non sia completamente convinto che esista un’anima, sono più convinto che la cosa che noi umani chiamiamo “anima” sia in realtà una somma di processi elettrici governata dal nostro sistema nervoso centrale, e quindi pensavo che la forma di questa somma di processi elettrici governata dal sistema nervoso centrale – che qui, per essere brevi, chiameremo “anima” – sia una specie di spettacolo con le bolle di sapone giganti.

Ieri, mentre correvo, pensavo al popolo dei Kalenjin, che vive in Kenya, nel ramo orientale della Rift Valley, e pensavo a come per loro la corsa sia un fatto naturale, e pensavo che invece per noi la corsa non è un fatto naturale, ma è un fatto eccezionale, infatti una volta a Roma, mentre correvo, uno che passava in macchina si è affacciato dal finestrino e mi ha urlato: “Ma che te corri? Ma che sei, un criceto?”

Ieri, mentre correvo, pensavo che un criceto che corre per tutta la notte sulla sua ruota per criceti, corre per otto-dieci chilometri.

Annunci

10 Risposte to “Ieri, mentre correvo”

  1. Silvia Says:

    Se l’anima è governata dal sistema nervoso centrale la mia va in tilt più volte al giorno. 🙂
    (Correre mi è del tutto innaturale. Nuotare, invece, pur se in una piscina in centro città lo percepisco naturale. La naturalità di una questione è scissa dalla percezione che di essa abbiamo?)

    • Andrea Pomella Says:

      La naturalità credo che sia data dall’elemento. Come esseri umani, spostarci da un punto all’altro attraversando l’aria ci è naturale, attraversando l’acqua meno.

      • Silvia Says:

        In un elemento non naturale, quindi, ci troviamo a scoprire carte di noi che abitualmente restano coperte. Di certo nell’omphalos creato dall’acqua mentre si nuota le connessioni nervose mi si distendono, magari potrei quasi trovarci l’anima sott’acqua? Domani uscirò a comprare gli occhialini nuovi. 😉


  2. a me che l’anima sia quella cosa elettrica che dici fa un po’ tristezza. meglio che l’anima non ci sia del tutto, che sia direttamente, come credo, il nostro corpo. per ricordarci che qualcosa di questo tipo esiste, abbiamo l’ombra, che si accorcia e si allunga a seconda della luce, e non coincide mai esattamente con la nostra figura.

  3. mallarmeana.mb Says:

    Si pensa un sacco all’anima, mi è dato modo di leggere. “Che poi, cosa sia, quest’anima, proprio non l’ho mai capito”.

  4. anonimo Says:

    allacciai le scarpe, quelle con la suola alta e gommosa, e schizzai fuori di casa. cominciai a correre fin dalle scale per non lasciarmi sfuggire l’anima. ma lei era gia` partita, le scarpe alte e gommose ai piedi, e guizzava tra il postino e l’uomo col cane, due figuranti che invariabilmente compaiono mentre inseguo l’anima.

    ora ero in strada, l’odore macilento dell’estate consunta bruciava le narici. l’anima si fermava correndo sul posto, si girava verso di me, faceva ampi gesti di sfida o di scherno e riprendeva la corsa poco prima che io riuscissi ad acchiapparla.

    perche’ poi desiderassi acchiapparla, questo non l’ho mai chiarito a me stesso. so solo che anche il mio criceto lo fa, e per una buona causa: bruciare i grassi.

    colto da improvvisa agnizione, quel giorno decisi che sarebbe stato l’ultimo. l’avrei lasciata libera. si fermo` all’angolo dell’edicola e mise in scena la solita danza di sbeffeggio. mi fermai. la guardai negli occhi. mi guardo`. feci il gesto di voltarmi e lei capi`: per non darmi la soddisfazione si rivolse al giornalaio e chiese una copia della gazzetta.

    non rividi mai piu` la mia anima.

    • Andrea Pomella Says:

      Mi stai dicendo che vado a correre per acchiappare l’anima? Correndo alla triste andatura di 6′ al km mi sa che faccio prima a chiamare una volante.

      • anonimo Says:

        suonarono alla porta, mi staccai dal divano e aprii: l’anima stava timidamente tra due poliziotti e si studiava gli alluci in attesa di giudizio. “l’abbiamo trovata che infastidiva il parroco” fece uno. “stia piu` attento, abbiamo gia` il nostro daffare sa” aggiunse l’altro. poi mi lasciarono solo con la mia anima, che mi guardava di sottecchi e meditava gia` la prossima birbonata.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: