Chi si è

 

Ieri ho incontrato una persona che non vedevo da tanto tempo, mentre parlavo con questa persona mi ripiegavo le maniche della camicia, questa persona mi ha detto: “Non ti grattare”, e io: “Ma non mi sto grattando, mi sto ripiegando le maniche della camicia”, e questa persona: “Stai benissimo, non ti preoccupare, non c’è bisogno che ti gratti”, e io: “Non mi sto grattando”. Così ho scoperto che, tra grattarsi e ripiegarsi le maniche della camicia, non c’è la gran differenza che pensavo.

In un’intervista di Asta Sheib a Thomas Bernhard che risale al 1986, Asta Sheib inizia col chiedere: “Chi è Thomas Bernhard?” E Thomas Bernhard risponde: “Non si sa mai chi si è. Non sono gli altri che ti dicono chi sei? Questo ti viene detto milioni di volte e se vivi una vita lunga alla fine non sai più chi sei. Ognuno dice qualcosa di diverso. Anche tu dici a te stesso qualcosa di diverso in ogni momento”. Ci pensavo giusto qualche giorno fa, pensavo che più passa il tempo e più si confondono le acque, più si invecchia e meno si capisce chi si è.

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3 commenti
  1. speakermuto ha detto:

    Forse da giovani si pretende di poter costruire sé stessi, mentre a una certa ci si rassegna ad accettarsi per quel che si è, non monitorandosi più.

    (Finirà nello spam, lo so. Ormai non riesco a commentare da nessuna parte.)

    • Andrea Pomella ha detto:

      Visto? Stavolta il sistema ti ha riconosciuto. A proposito di “chi si è”.

      • speakermuto ha detto:

        Giusto.

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