Certe serate spietatamente tristi

5 ottobre 2013

Mickey Mantle cardVenerdì sera ho iniziato a guardare un film, ma era un film spietatamente triste, e allora ho lasciato perdere. Al posto del film spietatamente triste ho guardato un documentario americano sulle ossessioni. C’era un tale, nel documentario, che ha l’ossessione dei giocattoli. Il tale ha una stanza intera piena di giocattoli, soprattutto riproduzioni di wrestler, e dice di aver speso un totale di quarantamila dollari per comprare tutti quei giocattoli, finché sua moglie, preoccupata, non ha chiamato uno psicologo, e lo psicologo gli ha consigliato di vendere un po’ alla volta tutta la collezione. Il tono era molto serio, ma non capivo se la storia fosse vera o inventata, fatto sta che il tipo con l’ossessione dei giocattoli sembrava veramente ossessionato. La seconda parte del documentario era dedicata a un altro genere di ossessione. C’era un tizio sulla quarantina che invece ha l’ossessione per un giocatore di baseball. Non un campione, ma un oscuro giocatore che ha fatto la sua carriera tra gli anni Ottanta e Novanta e di cui in America, oggi, non si ricorda più nessuno. Anche questo qui ha una stanza dedicata alla sua ossessione. Dentro c’è di tutto: maglie da baseball autografate, guantoni, fotografie, cimeli, ma soprattutto figurine, una quantità spaventosa di figurine, che hanno come unico soggetto quell’oscuro giocatore di baseball di cui in America, oggi, non si ricorda più nessuno. Anche nel suo caso, a un certo punto, la madre dell’uomo chiama uno psicologo, e lo psicologo si presenta alla porta di casa nientemeno che con il giocatore di baseball in carne e ossa. E insomma, la faccio breve, salta fuori che il tizio ha l’ossessione del giocatore di baseball perché è stato abbandonato dal padre all’età di sei anni, così il giocatore di baseball di cui in America, oggi, non si ricorda più nessuno è diventato per lui un surrogato della figura paterna. Alla fine del documentario sulle ossessioni sono arrivato alla conclusione che la mia serata sarebbe stata molto meno triste se al posto del documentario sulle ossessioni avessi guardato il film spietatamente triste.

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