Parlare del tempo

7 ottobre 2013

Giorni fa il portiere del palazzo dove abito, commentando la pioggia, mi ha detto che è arrivato l’autunno. Poi, appena fuori dal portone, una signora che si attardava ad aprire l’ombrello mi ha detto: “Con l’età ci si riduce a parlare del tempo”. Ho capito con qualche secondo di ritardo che la signora ce l’aveva col portiere, che aveva ascoltato la cosa dell’autunno, e che aveva qualcosa da ridire sul fatto che il portiere commentasse la pioggia, o forse in generale che aveva qualcosa da ridire sull’età in cui ci si riduce a parlare del tempo. Allora, riflettendo, ho pensato che parlare del tempo non è così avvilente come dicono, che se parlassimo di come stiamo sarebbe molto più avvilente.

Domenica pomeriggio ho corso sul fiume. C’era il solito mercatino domenicale, c’erano le bancarelle dei rigattieri e degli antiquari, e c’era la gente che passeggiava con l’aria pigra sotto la coltre di nuvole nerborute. A un certo punto ho visto un po’ di agitazione, i vigili mettevano in fuga un venditore di rose. Non so che avesse fatto di male il venditore di rose, fatto sta che l’ho visto gettare la mercanzia e scappare. La ciclabile era cosparsa di rose.

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