Ma ne sei capace?

10 ottobre 2013

Una volta un amico mi ha raccontato che quando è stato nominato nel consiglio di amministrazione di una banca, sua moglie lo ha guardato e gli ha detto: “Ma ne sei capace?” La domanda della moglie del mio amico ha fatto sorridere chiunque, eppure a me non pare una domanda tanto sconclusionata. Tra tutte le domande che ci si pone oggi, la domanda “Ne sono capace?” è la meno praticata.

Il ministro del lavoro Giovannini ha detto che gli italiani sono “poco occupabili”, e su questo essere “poco occupabili” si è scatenato un putiferio. Intendeva che gli italiani hanno poche competenze e che “i dati della rilevazione Ocse mostrano come ci sia bisogno in Italia di investimenti in capitale umano”. Ecco, tra poco occupabile e capitale umano, a me sembra che il secondo sia un insulto ben peggiore.

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5 Risposte to “Ma ne sei capace?”

  1. speakermuto Says:

    Una volta l’azienda che ti prendeva a tempo indeterminato ti formava e sapeva di poter contare su di te per determinate attività – in questo senso “capitale” umano, forse, traduceva la ricchezza di esperienza e abilità acquisite.

    Adesso si prende a progetto quello che chiede di meno, senza preoccuparsi della qualità – il “capitale” è in termine di braccia, perché sulla testa non puoi dire nulla.

    • Andrea Pomella Says:

      “Capitale umano” vuol dire che tu hai una capacità lavorativa e quella capacità lavorativa fa di te una merce con un prezzo. E infatti si chiama “mercato del lavoro”. E se ci pensiamo bene è tutto molto avvilente.

      • speakermuto Says:

        Sono d’accordo. D’altro canto penso che tutto avrebbe un senso differente se il *capitale* fosse la mia professionalità (che poi, lo so, si tradurrebbe in € per chi mi assume) invece che il prezzo più basso a prescindere dalla qualità. Ci sono diversi gradi di avvilente, ecco.

  2. Claudiappì Says:

    C’è gente che questa domanda non se l’è mai posta e gente (una a caso, io) che se la pone continuamente, troppo. In Italia, oltre a non essere occupabili, schifiamo anche le vie di mezzo.

    • Andrea Pomella Says:

      Se questa domanda te la poni continuamente, troverai sempre qualcuno che ti dirà che non vai bene perché non credi in te stessa, questo perché c’è una grande confusione intorno all’espressione “credere in se stessi” che in realtà vuol dire una brutta cosa.


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