Body art

Sono le quattro e mezza del pomeriggio, siamo io, Fernando e Gianni, parliamo di Scurati. Ci troviamo in un cortile nella periferia di Torino, fa molto caldo. A un certo punto, dietro di noi, si spalanca una porta, ne esce una ragazza nuda, ha dei segni di pennarello sul corpo. Io, Fernando e Gianni guardiamo la ragazza, siamo tutti e tre d’accordo sul fatto che faccia molto caldo, che nonostante sia la fine di ottobre la temperatura è sensibilmente elevata, perciò facciamo in modo di pensare che non ci sia niente di strano che una ragazza se ne esca nuda alle quattro e mezza del pomeriggio da una porta che dà su un cortile nella periferia di Torino, e continuiamo placidamente a parlare di Scurati. Ora, il punto è che parlare di Scurati mentre una ragazza nuda con i segni di pennarello sul corpo fa su e giù come se stesse aspettando qualcuno è mortificante. È mortificante per la ragazza; non lo è, in una certa misura, per Scurati. Perciò restiamo zitti per qualche secondo. Gianni dice: “È la ragazza della performance”, cioè la ragazza è una body artist, o qualcosa del genere, l’abbiamo vista poco prima partecipare a una performance artistica, adesso immaginiamo che la performance artistica sia terminata e che la ragazza stia cercando il modo per recuperare i vestiti. Per non farla sentire in imbarazzo continuiamo a parlare di Scurati senza guardarla, ma ci accorgiamo che l’argomento Scurati è fatalmente esaurito. Allora penso che dovrei andare da lei e offrirle la mia giacca in attesa che qualcuno venga a portarle i vestiti, ma mentre lo penso arriva di corsa un ragazzo che le porta i vestiti. Così io, Fernando e Gianni ci guardiamo di nuovo, uno dei tre fa agli altri due: “Allora, dicevamo di Scurati?”

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5 commenti
  1. gianni montieri ha detto:
    • Andrea Pomella ha detto:

      Sarebbe stato un titolo migliore.

  2. Pomè, tu sei proprio bravo, te lo dico. Non avevo mai letto la descrizione di una nudità senza descrizione della nudità, eppure ho visto tutto.

    • Andrea Pomella ha detto:

      È l’effetto vedo-nonvedo

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