C’è un’ora

21 novembre 2013

Qualcuno ha detto, ma non so chi, che c’è un’ora della notte, un’ora che mi pare sia le quattro di notte, un’ora in cui si è più soli che in tutte le altre ore.

C’è un momento quando mi sveglio, intorno alle sei del mattino, un momento in certi giorni di pioggia, in cui è ancora notte e ha smesso di piovere, e resta il rumore delle gocce che precipitano dai cornicioni, e sembrano tante piccole esplosioni.

C’è poi un’ora, verso le sette e mezza del mattino, che arrivo nel parcheggio della chiesa, il parcheggio in cui lascio la macchina durante le ore di lavoro, pagando al prete venticinque euro al mese, sperando che nel parcheggio della chiesa non mi rubino la macchina, visto che fuori dal parcheggio della chiesa, nel quartiere dove lavoro, già una volta mi hanno rubato la macchina, fuori dal parcheggio della chiesa rubano una macchina al giorno, c’è quest’ora che rimango un minuto in macchina a fissare un muro, o un palazzo che sembra una colossale nave di cemento, o un fantasma, o un gatto steso sull’asfalto, e mi sembra di sentire il digrigno furioso del mondo.

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5 Risposte to “C’è un’ora”

  1. MatteoG Says:

    Emerge la potenza di istanti piccolissimi. Bello!


  2. sensazioni molto profonde


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