Piccole bombe inesplose

25 novembre 2013

bombe inesplose

Mi chiedo a cosa pensa la gente la mattina presto, la gente che vedo passare ancora incurvata sotto il peso del sonno, mi chiedo la frequenza dei pensieri, i piccoli scoppi nella mente, e mi dico che a metterli tutti in fila, i pensieri della gente la mattina presto, a vederli scritti su una pagina letteraria, voglio dire, sarebbe come disseminare un libro di piccole bombe inesplose.

Ho letto una poesia di Tomas Tranströmer, si intitola Tracce, è una breve poesia che dice: “Come quando un uomo è così immerso in un sogno / che mai, ritornato al suo spazio, / ricorderà di esserci stato”.

Davanti al distributore del caffè, nel grande nulla in cui lavoro, c’è sempre un mucchio di gente, la gente è sempre la stessa, sosta tutto il giorno davanti al distributore, sono sempre gli stessi e occupano sempre gli stessi posti, una volta mi sono chiesto perché non portano dei fiori, un dolce, il vino, perché sembra che facciano come in tempo di guerra, si stringono intorno a un fuoco e parlano, parlano delle loro beghe quotidiane, della lotta per il pane, del pane e della lotta, della lotta che fanno gli altri per il pane, della trincea, e quindi, mi sono detto, con un dolce da spartire, un po’ di vino, due fiori ad abbellire il corridoio tetro, i giorni che passano nel grande nulla, forse, non gli farebbero così paura.

 

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