Nessuno scrittore deve essere ritenuto un pensatore serio

8 gennaio 2014

Nudo in strada

Il problema principale del fare letteratura è che quando si scrive si è completamente nudi. Si tratta di un’affermazione per lo più sciocca e ritrita ma che qui voglio usare con un significato diverso. La cosa non riguarda solamente gli scrittori che fanno autofiction, la questione tocca più in profondità di quanto si pensi gli scrittori che invece lavorano, per così dire, di fantasia. Sono loro i più nudi di tutti. A questo proposito Anthony Burgess ha scritto: “Di mestiere faccio lo scrittore. Si tratta – penso – di un mestiere innocuo, anche se non ovunque è considerato rispettabile. Gli scrittori di romanzi mettono turpiloquio in bocca ai loro personaggi e li descrivono mentre sono impegnati a fornicare o vanno al gabinetto”. Il lettore è naturalmente portato a credere che il turpiloquio che lo scrittore mette in bocca ai suoi personaggi sia il turpiloquio che lui stesso adopera abitualmente, o se non lo adopera abitualmente, quantomeno abbonda nella sua testa quando è fermo al semaforo intento a litigare con un altro automobilista. Così come il lettore scommetterebbe che le tecniche di fornicazione o i modi – diremmo pure gli stili – di andare al gabinetto di quegli stessi personaggi siano grossomodo gli stessi del nostro autore. Ebbene non è così, ma per quanto io possa affannarmi, nessun lettore sarà disposto a credermi fino in fondo. La ragione principale di tutto ciò è che lo scrittore di romanzi è una persona intimamente inattendibile. Burgess lo dice molto meglio di me: “L’uso che egli [lo scrittore di romanzi] fa delle parole non deve essere preso troppo sul serio. Il presidente degli Stati Uniti usa parole; il medico, il meccanico, il generale dell’esercito o il filosofo usano parole e queste parole sembrano riferirsi al mondo reale, un mondo nel quale le tasse si devono imporre e togliere, le automobili si devono guidare, le malattie si devono guarire, i grandi pensieri vanno pensati e si devono combattere grandi battaglie. Nessun inventore di trame e di personaggi – per quanto bravo – deve essere ritenuto un pensatore serio. Neppure Shakespeare. In verità, è difficile capire che cosa pensa veramente lo scrittore pieno di immaginazione, dato che egli si nasconde dietro le sue trame e i suoi personaggi. E quando sono i personaggi a iniziare a pensare, e a esprimere i loro pensieri, non necessariamente si deve credere che quelli siano i pensieri dello scrittore”. Si diceva che quando si scrive si è nudi. Ma come si concilia il fatto che uno scrittore di romanzi è una persona inattendibile con lo statuto dell’esser nudi, che metaforicamente indica il grado zero della verità di se stessi? Ora ve lo spiego. Se voi vedeste un uomo nudo attraversare una strada del centro in un pomeriggio feriale qualsiasi – mentre le piccole api operaie tornano dal lavoro e le commesse allestiscono le vetrine e i facchini in livrea dei grandi hotel aspettano sul marciapiede i taxi dai quali scaricheranno i bagagli di ospiti facoltosi – sareste disposti a prendere quell’uomo sul serio?

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