Gli stilisti del pessimismo

28 gennaio 2014

Ho letto in rapida successione due libri che hanno a che fare con la malattia e con il distacco. Il primo libro è Geologia di un padre di Valerio Magrelli (Einaudi), il secondo è Questo buio feroce di Harold Brodkey (Fandango, trad. Delfina Vezzoli). Del primo libro mi sono appuntato una frase che fa così: “Mio padre era un pessimista praticante. Forse per questo ho sempre detestato gli stilisti del pessimismo”. Del secondo mi sono appuntato questa: “Io esisto. Io sono importante adesso”. Non sono un invasato da citazione, cerco di citare con moderazione, quando lo faccio deve esserci una ragione profonda, devo trovare cioè un legame con la citazione. Il legame che sento di avere con la prima è che anch’io sono un pessimista praticante, come il padre di Magrelli, e come tale mi capita certe volte di pensare, guardando mio figlio, che anche lui un giorno detesterà gli stilisti del pessimismo, sebbene confesso di non aver mai considerato la questione del pessimismo sotto un punto di vista così puramente formale. Quanto alla seconda, beh, più che altro la seconda è un promemoria che vorrei avesse a che fare con l’autostima di cui mi sento tecnologicamente sprovvisto.

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