Giocarsi tutto

11 marzo 2014

Per anni ho fatto un’enorme fatica a pronunciare a voce alta il mio nome, mi sembrava che avesse un suono scomposto, ripugnante. Ho scoperto che a Susan Sontag capitava la stessa cosa, nei Diari infatti ha scritto: “L’unico tipo di scrittore che potrei diventare è quello che espone interamente se stesso. Scrivere è consegnarsi, giocarsi tutto. Solo che fino a oggi non mi è mai piaciuto il suono del mio nome. Per scrivere devo amare il mio nome”.

Ieri in ufficio ho chiesto conto a un impiegato del perché non si fosse presentato alla visita medica per la sorveglianza sanitaria. L’impiegato, per tutta risposta e con aria grave, mi ha incalzato: “Usciamo, ti devo parlare di una cosa importante. Ho scoperto un sito tedesco in cui vendono un prodotto che neutralizza le radiazioni dei cellulari”. Al che l’ho guardato un po’ stupito e gli ho detto: “Credimi, hai bisogno di fare quella visita”.

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