Il ballo è un movimento ritmico degno di miglior causa

8 maggio 2014

Una sera, con un gruppo di persone, mentre un amico raccontava di quando da ragazzo andava in discoteca e sfoggiava la sua abilità motoria mimando il gesto del lazo, ho tentato di spiegare perché, in linea di principio, sono contrario alla danza. Ho tentato di spiegarlo dicendo che quando vedo qualcuno danzare mi viene voglia di dirgli: “E su, fai il serio”. E questo non perché io sia intollerante alla danza in sé, cioè alla danza come disciplina performativa, piuttosto perché sono intollerante a chi non sa danzare e nonostante ciò danza. Penso di essere sulla faccia della terra l’uomo che possiede ossa, muscoli e lombi meno acconci per ballare, e solo l’idea di me che mi scaravento in coreografie sfrenate mi mette addosso un senso di malinconia senza scampo (credo che non esista un modo migliore per infliggermi del dolore psicologico che immaginarmi una sera in discoteca mentre guadagno il centro della pista mimando il gesto del lazo). La mia idiosincrasia ha radici lontane. Già da bambino detestavo nei varietà televisivi quel momento in cui entrava in scena il corpo di ballo e una sarabanda di ballerine e ballerini vestiti in maniere inverosimili si esibiva in una commedia di sincronismi di cui faticavo ad afferrare il senso profondo. A dirla tutta detestavo la parola balletto, detestavo la forma del diminutivo, il valore vezzeggiativo a cui sembrava che alludesse. Ma col tempo ho capito che quelli erano dei professionisti, che il ballo fatto in un certo modo è un’arte, eccetera eccetera. Va bene. In terza media, però, durante un campo scuola, nell’albergo a Napoli in cui alloggiavamo, organizzarono una serata disco (come diavolo si fa a prendere sul serio una cosa che si chiama serata disco?) e un mio amico mi convinse a ballare. Avevo tredici anni, quello non era un varietà televisivo e io non ero un professionista della danza. E ciò che provai fu quanto di più simile a un attacco mortale di intensa, abissale disistima. Il risultato fu la completa cancellazione dalla memoria di qualsiasi ricordo collegato agli anni delle medie. Oggi la danza mi rende nervoso e quello che penso della danza è riassunto nell’aforisma di un futurista, Italo Tavolato: il ballo è un movimento ritmico degno di miglior causa.

Avvertenza: i contenuti di questo articolo sono rivolti a un pubblico dotato di senso dell’ironia, finanche ad  amanti della danza, purché ricchi di spirito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: