Save a Prayer

6 giugno 2014

Ho sentito alla radio Save a Prayer dei Duran Duran è mi è rivenuto in mente un gioco che fino a trent’anni fa si trovava nei bar da spiaggia, consisteva in una specie di teca da cui spuntavano due manopole, dentro la teca c’era una base mobile che riproduceva una strada con delle piccole buche disseminate qua e là, il compito del giocatore era guidare una biglia di vetro per mezzo delle manopole che facevano oscillare la base, la biglia doveva schivare le buche e arrivare al traguardo, spesso però la sabbia inceppava il meccanismo che faceva muovere la base oscillante del gioco, le manopole diventavano dure e la biglia non superava mai la prima buca, così dicevo tra me e me: “Se non sono capace di pilotare una biglia di vetro figuriamoci quando verrà il momento che dovrò guidare una macchina vera, e chissà se saprò cavarmela con tutte quelle cose formali che si devono fare per stare dignitosamente al mondo, tipo costruirsi una famiglia e avere buoni rapporti coi vicini e coi colleghi di lavoro, pagare regolarmente le bollette, saper badare alla manutenzione delle cose, fare rate e debiti, aprire un conto in banca, organizzare viaggi, essere preso sul serio dalle persone, appassionarsi a qualcosa, svegliarsi improvvisamente alle due del mattino e tenere a bada il terrore, essere assorbito dalla vita senza fare troppe resistenze”.

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Una Risposta to “Save a Prayer”

  1. Demian Says:

    Bello farsi compagnia nei pensieri. Rassicurante.


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