Il mio mondo vagheggiato

3 luglio 2014

Qualche giorno fa guardavo una collega d’ufficio che si complimentava con un collega d’ufficio che è da poco diventato padre, la collega d’ufficio parlava e gesticolava, usava le formule giuste che si usano in questi casi, sorrideva, non mostrava incertezze, e io pensavo che essere disinvolti nei rapporti sociali è un’arte che invidio molto a certe persone, pensavo che è una qualità per la quale ci vuole del talento, una qualità che non è tanto diversa, per esempio, dall’arte drammatica, dove pure occorre avere quelli che in gergo si chiamano i tempi della recitazione, pensavo che certe qualità sono innate, e forse è inutile sforzarsi di acquisirle, anche se nella società in cui vivo la disinvoltura è una delle qualità principali richieste alle persone di successo, ossia se non sei disinvolto non puoi aspirare ad avere successo, se non sei disinvolto non potrai essere altro che un perdente, e questo è uno dei principali fattori per cui non mi trovo d’accordo con i pilastri della società in cui vivo, è inutile tentare di apparire disinvolti se non lo si è per natura, è inutile perché gli altri si accorgeranno sempre della tua impostura, quindi – pensavo – tanto vale essere quello che si è, introversi, taciturni, scorbutici, selvatici, quello che si vuole, e schivare più che si può tutte quelle situazioni in cui è necessaria una certa spigliatezza, un compleanno, una richiesta di informazioni, oppure quei saluti prolungati, infiniti, che chiudono le visite in casa di amici, dove la buona educazione non prevede che, semplicemente, a un certo punto ci si alzi dalla poltrona, si dica ciao e fine, senza che tutto questo sia preceduto da una somma di preavvisi formali, di occhiate all’orologio, di convenevoli sulla soglia, nel mio mondo vagheggiato basterebbe dire: “Me ne vado, grazie di tutto”, il mio mondo vagheggiato è bellissimo.

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4 Risposte to “Il mio mondo vagheggiato”

  1. gianni montieri Says:

    spesso quando ti leggo (e mi ci ritrovo), diventa questa canzone qua


  2. più che altro, se te ne vuoi andare da un posto, da una festa, te ne devi andare alla chetichella. poi fai una telefonata, il giorno dopo, spieghi. anche niente. diversamente non ti lasciano andare.
    il tuo mondo vagheggiato assomiglia così tanto al mio, con la sensazione che però non sia un vagheggiamento bello. ho provato a essere più disponibile, ma non ce la faccio. un’ostrica – ostrega! – e senza la perla dentro

  3. laura Says:

    io sono le mie attitudini, le amo e me ne prendo cura, osservo dalla mia bolla trasparente e ne esco di rado, giusto per un saluto. Ciao Andrea.

  4. Says:

    Come sei disinvolto nel dichiarare che il tuo mondo vagheggiato è bellissimo. Occhio, che il mondo se ne accorge.
    Bel pezzo.


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