Città di merda

29 luglio 2014

Tempo fa camminavo per la strada, dietro di me camminava un uomo, io guardavo i palazzi, da un po’ di tempo mi piace guardare i palazzi mentre passeggio, l’uomo che camminava dietro di me però ha pensato che guardassi lui anziché i palazzi, che lo tenessi d’occhio, che guardare i palazzi fosse una scusa per voltarmi da una parte all’altra e per non guardare la strada davanti, a un certo punto l’uomo si è rivolto a me: “Fai bene a tenermi d’occhio, fai bene ad avere paura di me, questa è una città di merda, piena di gente cattiva”.

“Per uno che viene da fuori, la città di New York sembra popolata da persone sull’orlo di una crisi di nervi (…) C’erano sempre persone che parlavano da sole, con grande serietà e ad alta voce, proferendo delle minacce. C’erano sempre persone che si rifugiavano negli androni, o si piegavano in due dal ridere – cosa ci sarà stato di tanto buffo? Oppure che stavano accovacciate davanti ai negozi mormorando ‘Blee-blee’. C’erano persone che sbraitavano, e altre in cerca di guai, persone con tic e paralisi (…) C’era quasi sempre qualcuno con l’aria disperata…” Paul Theroux, L’infermiera Wolf e il dottor Sacks (Dalai, traduzione di Renata Aloisi)

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