Una vecchia crostata

7 agosto 2014

Ora in ufficio mi fanno compagnia dei cartonati di un metro e ottanta con stampate le facce di giovani sorridenti, li hanno messi tutti nel mio ufficio, tutti accanto alla mia scrivania, e queste facce mi guardano e mi sorridono e io mi sento un po’ osservato e un po’ giudicato, perché mentre loro ridono con le loro splendide e luminose chiostre di denti io mi incupisco in questa stanza illuminata dalle luci glaciali di quattro neon, questa stanza dove passo il mio quinto agosto eroico consecutivo senza ferie a sbriciolarmi il cervello come una vecchia crostata, così mi vedo effettivamente come una vecchia crostata, mi vedo cioè seduto alla poltrona come un’enorme fetta marroncina di pastafrolla da cui sgocciolano gigantesche bolle di marmellata acida che si appiccicano al pavimento di linoleum, e la sera in Tv guardo quei programmi che si intitolano Cambio casa, Cambio vita e ogni tanto mi affaccio in balcone (una cosa che non facevo mai prima di diventare una crostata rancida era affacciarmi in balcone senza dover fare niente) e fisso i fiori rosa della bougainvillea, e insomma non va bene e non va male, il mondo è radioso e i cartonati mi sorridono.

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Una Risposta to “Una vecchia crostata”

  1. Anna Says:

    Colpa dei cartonati: i sorrisi finti fanno venire il mal di stomaco, così passa la fame e delle gustose fette di crostata ammufiscono!


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