Piccoli occhi mortali

2 settembre 2014

Rileggo le lettere di Aldo Moro dalla prigionia, e in particolare quella recapitata il 5 maggio del ’78 alla moglie Eleonora, Noretta, e quella frase, ogni volta che la leggo, quella frase in cui dice: “Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo”, quella frase – penso – è un pezzo altissimo, una prova di splendore, come lo sono certi versi di Dante e di Petrarca, come lo è una fioritura inaspettata, una flotta di nuvole tagliata dal sole, e infine quella speranza in cui si addormenta ogni speranza, quelle sei parole che sono un explicit perfetto per qualsiasi vita: “Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”.

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