Dio è la memoria

29 settembre 2014

Mi ha sempre affascinato l’idea che nell’uomo esistano due forme di memoria: la memoria diretta, il ricordo dei fatti che persiste in chi quei fatti li ha vissuti, e la memoria collettiva, che si sviluppa a partire dalla trasmissione di un ricordo e che alla lunga diventa parte della memoria di tutti. Per esempio, la morte recente di Mario Limentani, uno degli ultimi sopravvissuti alla Shoah, è uno di quei momenti che definirei sacri della Storia in cui la prima memoria viene consegnata alla seconda, in cui la morte fisica diventa una sorta di pietra filosofale che conferisce immortalità al passato e trasmuta in oro la materia inerte. Ne Il male oscuro, Giuseppe Berto ha scritto: “Io punto alla gloria che può venirmi anche dopo morto però lo saprò bene anche da vivo se mi verrà la gloria dopo morto”. Per Berto la gloria è la capacità che hanno solo i grandi artisti di restituire ai posteri un modo di pensare e di vivere proprio di una determinata epoca, la gloria cioè è la capacità di ognuno di trasformare un ricordo diretto in un ricordo collettivo. È, in altri termini, ciò che rappresenta la gloria nella tradizione giudaico-cristiana: la manifestazione della presenza di Dio. David Grossman una volta, durante un’intervista, ha detto: “Mi ricordo che quando mi sposai, la zia di mio padre – sopravvissuta ad Auschwitz – si presentò al matrimonio con il numero tatuato sull’avambraccio coperto con una benda. Io sapevo che l’aveva fatto per non stendere un velo di tristezza sulla nostra festa. Eppure questo è proprio il ricordo più nitido che ho a tutt’oggi della cerimonia del mio matrimonio. Lo sforzo terribile di non infettarci con la sua tristezza, con la sua tragedia”. Semmai qualcuno dovesse affidarmi il compito strenuo di trovare una definizione per la parola Dio, il Dio sfuggente e totale che traghetta gli uomini nel corso della Storia, l’unica cosa davvero inspiegabile dalla più moderna filosofia, penso che azzarderei questo: direi che la cosa che immagino più vicina a Dio è la memoria.

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2 Risposte to “Dio è la memoria”

  1. Anna Says:

    In effetti ci sono anche due forme di fede: quella vissuta collettivamente (che APPARENTEMENTE vivono tutti allo stesso modo) e quella personale.


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