Principe

14 ottobre 2014

Sabato mattina sono andato in centro, cercavo un negozio in cui tempo addietro ho comprato una camicia, ho camminato per via del Corso ma il negozio non l’ho trovato, ho preso coscienza del fatto che ho un problema con le vie molto lunghe, la mia memoria fatica a collocare le cose nella loro giusta posizione, di solito una cosa che ricordo all’inizio di una via realisticamente sta a metà di quella via, così sono entrato alla Feltrinelli a piazza Colonna, ho chiesto a un commesso se avevano il romanzo di Torrente, il commesso ha detto di sì, dopo un po’ è tornato e ha detto di no, che non c’era più, poi accanto a lui è passata un’altra commessa e gli ha detto “può darsi”, alla fine tra il , il no e il può darsi ha vinto il no, perciò sono uscito senza libro, ho ricominciato a camminare in cerca del negozio in cui tempo addietro ho comprato una camicia, ma il negozio non l’ho trovato, allora ho chiamato casa, mi sono fatto spiegare il punto esatto in cui si trova il negozio, mi sono reso conto che ero dalla parte sbagliata di via del Corso, ho rifatto la strada al contrario, mezz’ora prima sul tram avevo visto un ragazzo con un piumino, avevo pensato che facesse ancora troppo caldo per indossare il piumino, il ragazzo sorrideva con un’aria da matto, mentre tornavo indietro lungo via del Corso mi è sembrato di rincontrare quel ragazzo, di rincontrarlo almeno tre volte, e ogni volta il ragazzo aveva addosso una cosa diversa, la sua faccia invece era sempre la stessa, lo stesso sorriso, la stessa aria da matto, a quel punto mi ha fermato un uomo in mezzo alla strada, un tipo con un aspetto fanaticamente arrogante e psicotico, mi ha chiesto se poteva farmi una domanda, ha detto: “Principe, posso una domanda?”, ho fatto finta di essere un principe straniero.

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3 Risposte to “Principe”

  1. Anna Says:

    Ecco perchè i principi vanno in giro con la scorta: altrimenti non sanno dove devono andare!

  2. rideafa. Says:

    a me la labirintite viene ogni volta che vado a torino; chè torino pare che la devi percorrere ad angoli retti, e a me questa còsa fa venire uggia. non riesco a venirne a capo.

    a roma mi perdo nel chiasso con serenità di animo, invece.

    allora ho concluso che è un fatto di angoli.


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