Del perché non sarò mai un autore di successo (non è un post lagnoso)

18 dicembre 2014

Stamattina con mio figlio guardavo una puntata di SpongeBob. Nella puntata la spugna diventa il cronista del nuovo giornale di Bikini Bottom. Il suo primo giorno di lavoro scende in strada: da una parte ci sono scippatori in azione, assassini, ladri e mostri di ogni sorta, dall’altra c’è un tizio alla fermata dell’autobus che fissa un palo. SpongeBob trova più interessante il tizio che fissa il palo e decide di scrivere il suo primo pezzo su di lui. Il giornale però non vende neppure una copia e il suo capo, Mr. Krabs, va su tutte le furie e gli dice che ai lettori non frega niente di leggere la storia di un tizio che fissa un palo. Ho pensato che se fossi stato al posto di SpongeBob, anch’io mi sarei appassionato alla storia del tizio che fissa il palo, il che mi ha fornito una ragione (una tra le tante) del perché non sarò mai un autore di successo.

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3 Risposte to “Del perché non sarò mai un autore di successo (non è un post lagnoso)”

  1. rideafa. Says:

    potremmo invertire i criteri tradizionali per definire e misurare il successo.

    almeno, io li ho già invertiti.
    ovvia la conclusione, direi.


  2. Ma vuoi mettere cosa puoi tirar fuori dallo sguardo di un tizio su un palo? Quante storie possono svilupparsi in qualunque direzione? Furti e rapine sono invece storie già scritte. Un saluto.


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