Imbarazzi

24 dicembre 2014

Ho guardato un documentario sui Genesis, nel documentario si diceva che i fan dei Genesis tendono a nascondere di essere fan dei Genesis, che in genere un fan dei Genesis un bel giorno raduna la famiglia a pranzo, possibilmente di domenica, e confessa la propria condizione.

Due giorni prima di Natale sono entrato in una libreria in un centro commerciale, ho scelto un libro e mi sono messo in fila alla cassa. Ho notato che le persone in fila non avevano in mano un libro, allora mi sono chiesto come mai facessero la fila alla cassa di una libreria nonostante non avessero scelto un libro. Ho capito poi che acquistavano buoni regalo, agendine, segnalibri, matite pelose, tutti oggetti esposti in prossimità della cassa. Ho notato anche che tutti avevano un’aria impaziente. In libreria non puoi avere un’aria impaziente. Infine ho pensato che le librerie fanno affari d’oro sotto Natale, e che io, con un libro in mano, mi sentivo un intruso.

Ogni mattina, all’ora in cui esco di casa, il portiere sta lavando l’ascensore. Ogni mattina, quando incrocio il portiere che sta lavando l’ascensore, lui mi dice: “Dotto’, stamattina le ho fatto fare le scale”. E ogni mattina, quando incrocio il portiere, gli rispondo: “Meglio, così mi tengo in forma”. Ogni mattina mi tengo in forma scendendo le scale mentre il portiere lava l’ascensore. Ogni mattina mi chiedo se per una volta non sia più giusto smetterla con certi formalismi e prendere a cazzotti il portiere, rovesciare i vasi delle piante nell’androne, dare di matto, bestemmiare, sdraiarmi nudo in mezzo alla strada, suonare a tutti i citofoni del palazzo e cantare l’inno nazionale per protesta contro quel cazzo di sincronismo che ogni mattina fa sì che il portiere si metta a lavare l’ascensore nel momento esatto in cui io esco di casa.

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3 Risposte to “Imbarazzi”

  1. poetella Says:

    m’hai fatto ricordare un mio vecchio compagno di università che arrivava sempre 20 minuti in ritardo agli appuntamenti. Fino a che io, in genere puntualissima, (per via della Vergine, presumo, oppure no) non decisi di arrivare volutamente 20 minuti in ritardo. Con, tral’altro, un marcatissimo senso di colpa.
    Beh… lui arrivò 20 minuti dopo di me. Per un totale di 40 minuti di ritardo.
    Ecco…

    E Buon Anno…


  2. Condivido tutto ad eccezione dei Genesis di cui non mi sono mai vergognata di essere fan (almeno quelli “regolamentari” degli anni ’70). La storia del portiere mi ha fatto capottare, perché capitava ogni mattina anche a me. Finché ho cambiato casa, andando a vivere in un palazzo senza ascensore. Auguri!


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