Epigrafi

3 aprile 2015

Un anno fa mi sono appuntato una frase di André Gorz tratta da Il traditore. La frase è citata in Lettera a D., sempre di Gorz, che è edito da Sellerio con la traduzione di Maruzza Loria. La ragione per cui me la sono appuntata è che la trovavo adatta come epigrafe per una cosa che ho scritto, però nel corso dell’anno non ho mai trasferito la frase nel file relativo a quella cosa che ho scritto. Nel corso dell’anno l’ho riletta spesso, e la frase ha continuato a oscillare nel suo senso più profondo, tanto che ogni volta mi è sembrato di intuire in essa un significato diverso, e ogni volta questo significato mi è sembrato più rilevante di tutti gli altri significati. Ciò è evidentemente  il contrario di cosa dovrebbe fare un’epigrafe: contenere una verità lapidaria, senza sfumature, colpire al plesso solare del lettore. La frase di Gorz invece è molto pittorica, è mutevole come l’espressione in un volto dipinto da Antonello da Messina. La frase è questa: “Bisogna accettare di essere qui e non altrove, di fare questa e non un’altra cosa, ora e non mai o sempre, d’avere solo questa vita”.

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Una Risposta to “Epigrafi”

  1. Mumaclo Says:

    L’unico dispiacere è non poterti sottolineare, strappare qualche frase e conservarla nel portamonete per rubarla con un colpo d’occhio tra un acquisto e l’altro.
    Per sfamare quel senso di pace, spesso magro e bianco.
    Grazie.


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