Adesso di’ che cosa provi

21 aprile 2015

Domenica il vicino di casa è morto. All’inizio s’incazzava se aprivo la doccia, e per farmi sbattere fuori di casa mi consigliava di non pagare l’affitto. Malgrado questo mi era simpatico. Ho chiesto al portiere com’è successo. Ha detto: “Stava male”, si è attenuto al buon precetto. Ho detto: “Mi dispiace”. Ha ribattuto: “Pensi a me che lo conoscevo da trentacinque anni”. Ho precisato: “Beh, io sono appena cinque anni che sto qui”. Ha alzato la mano, come se mi salutasse, come per dire che non avevo maturato i titoli per dire “Mi dispiace”.

Ieri mattina appena svegli lei mi ha detto: “C’e stato un altro naufragio nel Mediterraneo. Settecento morti”. Poi è rimasta un po’ in silenzio. Dopo il silenzio ha aggiunto: “Adesso di’ che cosa provi”.

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2 Risposte to “Adesso di’ che cosa provi”


  1. Nessuno ha i titoli per dire “mi dispiace” per 700 morti, ma il cuore quando soffre resta in silenzio e ha il diritto di amare o soffrire per come può.

  2. ginevra88 Says:

    Io ho provato un peso alle braccia. E una certa fatica a continuare a respirare. Mi tirava la scollatura. Esattamente come adesso leggendo il tuo bellissimo post.


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