Perditempo

25 settembre 2015

Ieri pensavo a quegli annunci in cui si legge “astenersi perditempo”, e pensavo che richiedere l’astensione dei perditempo sia un po’ bizzarro, perché la richiesta in sé equivale a pretendere da chiunque legga quell’annuncio un esame rigorosissimo della propria persona e della maniera in cui si utilizza il tempo, esame che – nel caso di esito positivo – si tramuta poi in un giudizio severo su se stessi che chiama in causa cose come l’obiettività, il realismo, l’autostima, in pratica un’operazione di autointrospezione penosissima che mal si concilia con un annuncio in cui si vende una “struttura letto (no rete no materasso) comò con specchio due comodini armadio sei ante prezzo non trattabile”, e mi ha ricordato quella cosa del modulo Esta per l’ingresso negli Stati Uniti in cui bisogna rispondere a domande come: “Intende svolgere, o ha mai svolto, attività terroristiche, di spionaggio, di sabotaggio o genocidio?”

Giuliano Sangiorgi, in un’intervista rilasciata a Sky per l’uscita dell’ultimo album dei Negramaro, ha detto che la rivoluzione si fa coi piccoli gesti, poi ha detto che la musica sono le orecchie del cinema, poi ho spento.

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