Aneliti profondi

20 ottobre 2015

Giorni fa facevo delle considerazioni sulla consapevolezza, e riflettevo sul fatto che in molti credono di essere qualcosa o qualcuno perché sono convinti che il mondo tutto intero pensa che siano quella cosa o quel qualcuno, mentre spesso ciò che sono veramente è dato dall’esatto contrario, cioè è dato dall’inconsapevolezza, per esempio l’aquila è un uccello maestoso, ma non sa che noi pensiamo questo di lei, perché se lo sapesse, smetterebbe di comportarsi da uccello maestoso, e incomincerebbe a comportarsi da uccellaccio sbrindellato.

In libreria mi è capitato sotto mano un libro che tratta di questioni mistiche. Nella quarta di copertina c’era scritto: “Nell’uomo abita un anelito profondo che è il Divino stesso. Dio preme in noi per sbocciare. In noi esseri umani il risveglio del Divino si manifesta sotto forma di un anelito profondo”. Non so perché ho immaginato il tizio che ha scritto per due volte anelito profondo come uno che quando guida non si ferma alle strisce pedonali, buca il pallone ai bambini e incendia la casa con un mozzicone di sigaretta.

Ho visto Il giovane favoloso. Non sono sicuro che Leopardi, fissando l’ermo colle, si rotolasse nell’erba in preda al risveglio della poesia che si manifesta sotto forma di un anelito profondo.

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Una Risposta to “Aneliti profondi”

  1. poetella Says:

    ho qualche dubbio anche io…


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