L’unico momento in tutta la mia vita in cui intratterrò rapporti finalmente umani con i simili della mia galassia

20 maggio 2016

Durante la presentazione d’un libro c’è un uomo che interviene continuamente, pone domande, domande che però non sono vere domande, sono scuse per dire la sua sui temi più disparati, temi che neppure riguardano troppo da vicino il libro che stiamo presentando, quest’uomo è un uomo anziano, e per riguardo alla sua età noi relatori lo lasciamo fare, o meglio, lo lasciamo straparlare del più e del meno, l’uomo di tanto in tanto chiede scusa per la sua logorrea, ma nonostante ciò continua a interrompere e a porre domande che però non sono delle vere domande, allora a un tratto faccio un pensiero, immagino me da vecchio, sepolto sotto una melassa di solitudine, senza più un cane con cui scambiare un’idea o un’opinione, costretto da questo stato di cose a bazzicare tutte le presentazioni di libri che si fanno nella mia città, con lo stesso spirito degli anziani che bazzicano i cantieri e pretendono di parlare con gli operai per dire la loro sullo stato di avanzamento dei lavori, e immagino che forse quello sarà l’unico momento in tutta la mia vita in cui intratterrò rapporti con i simili della mia galassia, rapporti – voglio dire – non solo diplomatici, ma in quell’accecatura, in quel rincoglionimento, finalmente umani.

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