Quei poveri cristi di Ungaretti e Majorana

2 febbraio 2018

Ho visto le immagini della scuola di Santa Maria a Vico in provincia di Caserta in cui uno studente diciassettenne ha sfregiato al volto con un coltello l’insegnante che voleva interrogarlo. Ma non è di questo che voglio parlare. La scuola è un istituto tecnico commerciale. Già la denominazione – istituto tecnico commerciale – è triste, come lo sono pressappoco tutte le denominazioni degli istituti superiori italiani. E il fabbricato, il fabbricato è triste, come lo sono pressappoco tutti i fabbricati delle scuole italiane, edilizia funzionale da quattro soldi, senza un minimo di attenzione all’estetica, complessivamente deprimente, in modo da educare alla mestizia i futuri adulti di questo paese. La scuola è intitolata a Ettore Majorana. Questo razionalmente non è triste. Eppure, ecco di cosa voglio parlare, un po’ mi è sembrato triste pure questo. La scuola in cui andavo io da ragazzino era intitolata a Ungaretti. A nessuno di noi fregava niente di sapere chi fosse stato Ungaretti. C’era stato un tempo tuttavia in cui una commissione toponomastica aveva stabilito che quella scuola media dovesse essere intitolata a Ungaretti. Pur immaginando, credo, che a noi studenti borgatari, cazzoni e sfaccendati, più dediti al Commodore 64 che all’Ermetismo, non fregasse una mazza di sapere chi fosse stato Ungaretti. Cosicché, se ripenso alla targa affissa all’ingresso della scuola – Scuola Media Statale G. Ungaretti – io, ecco, io mi intristisco. È sacrosanto che alle migliori intelligenze di questo paese vengano intitolate le scuole, ossia le istituzioni educative che dovrebbero favorire l’aggregazione sociale ed il civismo. Però penso che la tristezza che provo sia determinata anche dal fatto che queste intitolazioni vengano, per così dire, imposte, che forse se avessero chiesto il permesso a Majorana lui avrebbe detto: “Boh, signori, non sono mica tanto sicuro di voler prestare il mio nome a questo fabbricato di merda color mandorla pallido in cui, un giorno, uno stronzetto di diciassette anni sfregerà l’insegnante con un coltello perché non vorrà essere interrogato”. E se avessero chiesto il permesso a Ungaretti di intitolare la scuola media in cui sono andato io, lui, poeta di carattere volubile, contrastante, intemperante, ardente, ma anche tenero e nostalgico, lui avrebbe risposto: “Boh, tanto quei bulletti non penseranno mica a me, ma al Commodore 64”. Quindi, ecco, io avrei intitolato la mia scuola Scuola Media Statale Commodore 64, e l’istituto tecnico commerciale di Santa Maria a Vico in provincia di Caserta Istituto Tecnico Commerciale Pokémon Go, in modo che, quando poi capita lo stronzetto armato di coltello che sfregia l’insegnante per non farsi interrogare, poi sui giornali non ci vanno a finire, neppure obliquamente, quei poveri cristi di Ungaretti e Majorana, santiddio.

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