Simplex

Voi sapete qual è il delitto peggiore di questo tempo? È l’abolizione della complessità. Tutto è semplice, simplex, senza piega né doppiezza. Le cose senza piega né doppiezza sono le cose svelate, quelle sulle quali non ci sono misteri, su cui non c’è più niente da cercare, sono le cose che bastano di per sé, e che perciò non richiedono sforzi, sono state già viste per noi da qualcun altro, sono state pre-viste. E se davanti alle cose pre-viste si prova a dire: “Bè, però, guardando bene, c’è un tono grigiastro”, nessuno ti sta a sentire. Bianca. È bianca. Oppure nera, è nera. E questo rende tutto scadente, grossolano, effimero. Pure i drammi peggiori, come quest’ultima specie di guerra, o come quest’ultimo omicidio stradale, o come quest’ultimo bambino morto tra un continente e l’altro. Come quest’ultima cosa QUALSIASI. Io più ci penso e più mi convinco che questo è il male. E se il progresso umano, la politica, la comunicazione, le relazioni sociali, se tutto va nella direzione della sintesi, dell’iconicità, forse il pensiero doveva incamminarsi nella direzione opposta, affinare un senso per compensarne un altro. Invece tutto è rapidamente ingurgitato, digerito, espulso. E non resta niente, solo una fame macabra e continua.

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