Posts Tagged ‘alberto asor rosa’

Upgrade all’ultima versione aggiornata del mondo

15 aprile 2011

È l’alba. Non piove, ma nell’aria c’è qualcosa che assomiglia alla pioggia. Salgo in macchina e tiro su la zip del giubbotto nero come se dovessi ripararmi dal vento, come se la macchina non avesse le quattro pareti. Da due giorni Roma è tornata ad essere la città fredda invernale di qualche settimana fa. Faccio manovra mentre guardo le luci fioche di un’altra macchina, è ferma dietro di me mentre aspetta che le lasci il posto per parcheggiare. Accendo la radio. Si parla di Asor Rosa, del suo delirio di ieri, un maître à penser che invoca il golpe è l’immagine migliore per descrivere lo stato di semi incoscienza in cui è caduta questa nazione. Per pura Leggi il seguito di questo post »

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Mi racconti di questo paese

18 dicembre 2009

Mi domando se davvero non ci sia un modo per raccontare di questo paese. Lo dico mentre prendo in prestito la poesia di Tahar Ben Jelloun che inizia, appunto, coi versi “Mi racconti di questo paese / nell’esilio delle parole”. Ci sono molti modi per parlare di una nazione, dei suoi vizi e del proprio tempo. Alcune letterature nazionali hanno saputo meglio di altre tracciare schemi, inventare linguaggi e cifre stilistiche. La narrativa israeliana contemporanea, per esempio, porta i segni distintivi di una produzione che pone gli uomini e i personaggi di fronte al rebus di uno stato di conflitto (nazionale e individuale) permanente e irrisolvibile. Il disagio del singolo posto di fronte allo spettro perpetuo della sciagura diventa così, in quella regione letteraria del mondo, il nucleo costituente di una autentica letteratura nazionale contemporanea. Allo stesso modo la cultura americana che ha fatto Leggi il seguito di questo post »

Chi si scandalizza è sempre banale

7 novembre 2009

pensatoreIl mese scorso ho letto Il grande silenzio (Laterza), il bel libro-intervista ad Alberto Asor Rosa curato da Simonetta Fiori sulla dissoluzione di quel legame tra intellettuali e politica che ha contraddistinto il dibattito politico e culturale italiano fin dagli albori del Risorgimento. Il “grande silenzio” che dà il titolo al libro non è altro che la caduta del pensiero critico in un vuoto interminabile, in un silenzio, appunto, catastrofico e raggelante, rovinoso quanto il dominio incontrastato esercitato dalla cosiddetta “civiltà montante”, massmediatica e globalizzata, che domina la contemporaneità. L’intervista all’intellettuale Asor Rosa è un’occasione per una lunga passeggiata in un bosco in cui, di volta in volta, si incontrano gli infiniti occhi di personaggi celebri, come Togliatti e Pasolini, Berlinguer e Fortini, Eco e Calvino, e così via, Leggi il seguito di questo post »

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