Posts Tagged ‘carmelo bene’

Attacchiamo un ciccione a un palo e iniziamo a deriderlo perché crediamo sia giusto

31 ottobre 2017

1994. Carmelo Bene, durante il Maurizio Costanzo Show: “Io non ho mai picchiato nessuno, ma mi sarebbe piaciuto. Ma bisogna esistere per picchiare qualcuno”.

2011. Red Ronnie viene ingaggiato da Letizia Moratti per curare la comunicazione nella campagna elettorale che avrebbe eletto Pisapia sindaco di Milano. La rete si scatena, ventiquattr’ore di insulti, feroci ironie, disprezzo. L’immagine di Red Ronnie ne esce devastata.

2016. Tiziana Cantone si impicca con un foulard nella cantina di casa. Da un anno e mezzo era vittima di una gogna infernale a causa di un video hot che la vedeva protagonista finito in rete a sua insaputa.

2017. La carriera trentennale di Kevin Spacey, attore di Hollywood tra i più talentuosi della sua generazione, va in pezzi. Non per via di un fatto concreto, un episodio accaduto trent’anni fa la cui portata penale sarebbe da valutare nella sola sede opportuna, ossia in giudizio (ammesso ovviamente che si possa fare a trent’anni di distanza dai fatti), e sul quale qui non è il caso di discutere. Bensì – dettaglio fondamentale – dalla sua portata morale, e dal pestaggio collettivo che ne consegue.

“Volevo solo riuscire ad arrivare fin qui per farmi ascoltare da voi. Per costringervi almeno una volta nella vostra vita ad ascoltare davvero qualcuno invece di starvene lì a far finta di farlo. Vi accomodate a quel tavolo, guardate verso questo palco e noi… noi ci mettiamo subito a ballare, a cantare, come dei pagliacci. Per voi non siamo delle persone, voi non ci vedete come degli uomini quando siamo qui, ma della merce. E più siamo falsi e più vi piace perché è la falsità l’unico valore ormai, l’unica cosa che riusciamo a digerire. Anzi no! Non l’unica, il dolore e la violenza: accettiamo anche quelli. Attacchiamo un ciccione ad un palo e iniziamo a deriderlo perché crediamo sia giusto”. (Black Mirror, Stagione 1 – Episodio 2, 15 milioni di celebrità)

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Chi sceglie la libertà, sceglie il deserto

11 ottobre 2016

Mi sveglio ogni mattina alle sei. Per svegliarmi cinque minuti più tardi devo chiedere il permesso alla sveglia. La sveglia di solito non è indulgente. Esco di casa alle sette per stare in ufficio alle sette e quarantacinque. Ogni deroga a questo orario deve passare per il cartellino. In effetti timbro un cartellino, e se non lo timbro devo giustificare il fatto che non ho timbrato il cartellino. Passo in media otto ore sul posto di lavoro. Se ne passo sette devo chiedere un permesso di un’ora. Devo chiedere permesso per vivere liberamente un’ora della mia vita. Finite poi le otto ore di lavoro devo andare a prendere il bambino che esce da scuola. Sto con lui fino alla sera. Se voglio leggere un libro, guardare la Tv, andare al bagno, devo chiedere il permesso al bambino. Devo chiedere: “Posso andare al bagno o ci devi andare tu?”. Mi piace correre. Ma per andare a correre devo chiedere il permesso a una quantità imbarazzante di persone. Non è detto che me lo concedano. Perché le persone hanno un sacco di cose da fare, e le cose che hanno da fare sono mediamente più importanti delle cose che ho da fare io. E del resto andare a correre non è mica una cosa importante! Come non lo è leggere un libro, guardare la Tv o andare al bagno. Negli ultimi tempi le cose poco importanti sono diventate le mie più grandi aspirazioni. Quando sarò morto la Storia dirà che sono stato un uomo libero fra milioni di uomini liberi che vivevano in un mondo libero nell’era del libero mercato. La Storia ne dice di stronzate.

“L’unica forma di governo che garantisca qualcosa è la democrazia, paradossalmente è la più accettabile. Ma vi domando: che cosa garantisce una democrazia che una dittatura non possa garantire? Certo, garantisce qualcosa: l’invivibilità della vita. Non risolve la vita. Chi sceglie la libertà, sceglie il deserto.” (Carmelo Bene nel 1994 al Costanzo Show)

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