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L’ultimo dell’anno è un giorno molto letterario. Voglio dire, si presta bene alla logica dell’invenzione letteraria. Ma stamattina, mentre venivo in ufficio pensavo, hai mai provato a immaginare tutti gli autori del mondo chiusi fra le quattro mura delle loro stanze e concentrati sull’idea della creazione? Hai mai provato a immaginare di guardarli tutti, come un uccello che plana di notte davanti alla facciata di un condominio e sbircia nei riquadri illuminati delle finestre, fino a comprendere in uno sguardo solo tutti quei momenti di solitudine perfetta e beata? Ringrazio Dio che esistano i libri e chi li scrive, ringrazio Dio che esistano i buoni e i cattivi autori, sì, lo ringrazio anche dei cattivi autori, senza di essi infatti non sapremmo apprezzare la maestria dei buoni. Ho tre libri sul comodino in questi giorni, i loro autori si chiamano Tabucchi, McCann e McCarthy. Sono un italiano, un irlandese e un americano, li conoscono tutti, perché appartengono alla categoria dei buoni autori (c’è questo di bello nel mondo, che i cattivi autori, a differenza dei buoni, non li conosce nessuno, o forse no, forse non è del tutto vero nemmeno questo). Ci sono stati giorni in cui quei tre libri erano ancora idee vaghe nella mente dei loro inventori, poi forse sono diventati appunti sparsi su un’agenda, su un file di Word, poi vere e proprie pagine, i libri vengono alla fine di tutto, dopo tutto, per noi che abbiamo bisogno di essere nutriti di storie e di idee, di mantenerci in forze. Dunque, trasmigrerò da un anno all’altro leggendo le storie di questi tre, cercando di comportarmi al meglio, di fare bene il mio mestiere di lettore. Pace e salute a tutti.

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