archivio

Archivi tag: ebook

 

Milan Kundera di recente ha dichiarato: “Voglio che i miei romanzi restino fedeli al libro per come lo conosco dalla mia infanzia”. È una frase che evidentemente lo scrittore boemo ritiene sufficiente per spiegare una clausola che da anni fa inserire nei suoi contratti editoriali, in base alla quale i suoi romanzi non possono essere pubblicati che sotto la forma tradizionale del libro, vietando di fatto una versione digitale, per esempio, de L’insostenibile leggerezza dell’essere. Stefano Montefiori sul Corriere della Sera, commentando la notizia, ha chiosato dicendo che “l’autore resta padrone del testo; il tipo di libro (cartaceo o elettronico) lo scelgono i lettori”, e a me sembra una verità sacrosanta. Di Kundera il libro che ho amato di più non è un’opera di narrativa, ma un saggio, un saggio sul romanzo. Si intitola, appunto, L’arte del romanzo. Tra le pagine di questa bellissima opera critica c’è una frase che dice questo: “Ascoltava [si riferisce a Tolstoj] quella che mi piacerebbe chiamare la saggezza del romanzo. Tutti i veri romanzieri prestano orecchio a questa saggezza sovrapersonale, e ciò spiega come mai i grandi romanzi siano sempre un po’ più intelligenti dei loro autori. I romanzieri che sono più intelligenti delle loro opere dovrebbero cambiare mestiere”. Per quanto si possa parlar male dell’editoria digitale, ma non è questo l’argomento che qui mi interessa, va detto che un romanziere che vieta la diffusione dei propri libri ostracizzando una forma legittima come l’ebook, è innegabilmente uno che non deve cambiare mestiere.

Segnalo che da oggi e per tutto il weekend bookrepublic.it offre il mio 10 Modi per imparare a essere poveri ma felici (Laurana Editore) in versione ebook al prezzo promozionale di 1 euro e 99. Per i possessori di e-book reader e tablet interessati all’argomento credo non ci sia occasione migliore per sbirciare fra le pagine di questo libro.

Quella degli ebook non è una questione che mi appassiona più di tanto. Nonostante sull’argomento abbia già scritto in altri luoghi diversi da questo, scatenando animate discussioni e feroci putiferi, come se stessimo parlando dall’esistenza di Dio, la querelle rimane tuttavia, per quanto mi riguarda, di scarso interesse. Ci torno su per un dato semplice ed essenziale, perché da qualche tempo anch’io sono entrato nella schiera dei felici possessori di un ebook-reader, e ho così potuto fare esperienza della lettura di un libro elettronico (immagino già che fra qualche anno l’uso di questo termine suonerà terribilmente obsoleto, un po’ come ciclomotore). I libri che ho letto in questo formato in realtà sono due, uno di Kenaz e l’altro di McCarthy. Confesso che leggere un romanzo su un dispositivo elettronico non è stato poi così traumatico come dicono i paladini del cartaceo. Il godimento che ho tratto dalla lettura è lo stesso di un qualsiasi altro libro, voglio dire, i racconti che ho letto hanno prodotto in me una traccia di memoria autonoma, legata al contenuto del testo e svincolata dalle ingerenze del supporto. Il limite vero, semmai, è il catalogo dei libri disponibili in formato elettronico, quello sì ancora davvero scarso. Questione di tempo, certamente. Nel frattempo ho scoperto un argomento decisivo a favore degli ebook. Mi domando come faranno, in un futuro prossimo, quegli imbecilli che propongono il rogo dei libri a costruire pire letterarie con quella sostanza così aleatoria e inconsistente denominata file.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: