Posts Tagged ‘gabriel garcía márquez’

Gabriel Garcia Márquez: Che cosa mi manca di più nella vita

18 aprile 2014

Marquez Nobel

Spesso mi domandano che cosa mi manca di più nella vita, ed io rispondo sempre la verità: “Uno scrittore”. La battuta non è così assurda quanto può sembrare. Se succedesse di ritrovarmi con un impegno ineludibile di scrivere un racconto di quindici cartelle per la sera stessa, lui avrebbe lavorato sui miei innumerevoli appunti, e sono sicuro che il testo sarebbe arrivato in tempo per essere stampato. Forse sarebbe stato un racconto molto scadente, però l’impegno sarebbe stato compiuto, in fondo era soltanto questo ciò che volevo dimostrare con questo esempio. In cambio, io non sarei in grado di scrivere un telegramma di felicitazioni né una lettera di condoglianze senza rovinarmi il fegato per un’intera settimana. Per questi doveri indesiderabili, come per tanti altri della vita sociale, la maggior parte degli scrittori che io conosco hanno voluto appellarsi ai buoni uffici di altri scrittori. (Qui il testo completo)

A Gabriel Garcia Márquez si deve perdonare tutto, tranne il vestito di lino bianco la sera del Nobel, tranne quello.

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Polmoni verdi

14 marzo 2014

Tra i consigli di scrittura di Gabriel Garcia Márquez c’è questo: “Si deve iniziare a scrivere con il desiderio che quello che scriviamo sia la migliore cosa che abbiamo scritto in tutta la nostra vita, perché alla fine rimarrà qualcosa come frutto di questo desiderio”.

Ieri pomeriggio ero in tram, seduta accanto a me c’era una coppia di ragazzi, si guardavano e ridevano, non facevano altro che questo, dopo un po’ lui ha preso la mano di lei e le ha scritto qualcosa sul palmo, con un pennarello, lei ha letto la cosa che lui aveva scritto e ha sgranato gli occhi, poi ha piegato la testa da una parte e ha fatto un sorriso segreto, lui ha gonfiato il petto, mi sono sembrati entrambi deliziosi, senonché dopo qualche minuto sono riuscito a leggere la frase, lui le aveva scritto: “Sei il mio polmone verde”.

“Il racconto di una generazione inespressiva e prosciugata”. Giuseppe Barreca su Poesia e scrittura

8 giugno 2013

Una recensione-fiume, ricchissima, articolata, di Giuseppe Barreca a “La misura del danno”. Qui l’articolo originale.

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“Questo strano ibrido politico … questa specie di chimera mitologica che portava sul corpo i segni di una grande ferita fisica … e morale – la vecchia accusa di abuso di minore – impersonava compiutamente un paese sopravvissuto a un ventennio di sfascio e di decadenza, ne era la rappresentazione umana, la misura del danno”. Leggi il seguito di questo post »

Il sapore del pane in un chicco di grano

30 ottobre 2009

incipit_de_litteratorum_infelicitateOgni tanto si legge di qualche  classifica che mette in fila gli incipit letterari più belli di tutti i tempi. In genere al primo posto compare sempre il leggendario “Chiamatemi Ismaele” che apre il Moby Dick di Melville, poi segue ineluttabile il colonnello Buendìa di García Márquez che davanti al plotone di esecuzione si rammenta della scoperta del ghiaccio, e poi, ancora, Proust e il suo imperituro “Longtemps” che dà avvio alla Recherche. E così via, l’elenco potrebbe essere infinito. Quello degli incipit è un gioco personale e avvincente in cui tutti gli appassionati di letteratura cadono presto o tardi. Per quanto mi riguarda sono tre gli attacchi che, più di tutti, negli ultimi anni Leggi il seguito di questo post »

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