archivio

Archivi tag: iran


Unione Sarda, 17 Ottobre 2010
– Il suo ultimo romanzo, Il messaggero (Iperborea), nella sola Olanda ha venduto 150 mila copie. In Italia lo scorso anno si è aggiudicato il Grinzane Cavour. Kader Abdolah, esule iraniano, rifugiato politico in Olanda dal 1988, narratore, ha negli occhi una storia di lotte contro l’oscurantismo e l’oppressione. Il suo nome è in realtà uno pseudonimo adottato in memoria di un compagno di lotta assassinato dal regime degli ayatollah. «A dire il vero ho quasi dimenticato il mio vero nome», racconta. «Sono costretto a ricordarmelo solamente quando me lo chiedono all’aeroporto. Ma va bene così, perché usando questo pseudonimo ho creato un nuovo scrittore».
Tra le sue opere più importanti vanno ricordate Scrittura cuneiformeLa casa della moschea , dove l’incontro tra Persia e Occidente, la nostalgia della memoria, i modi dell’epica e della novella fiabesca, legano passato e presente di una terra tragica e affascinante.
In questi giorni Kader Abdolah è a Cagliari, tra gli ospiti di punta del Festival Tuttestorie, per parlare al pubblico italiano dei suoi temi preferiti. Dell’Islam: «È una religione che ha un carattere diverso da paese a paese, che tende ad integrarsi con le culture e le tradizioni che trova. Ogni nazione dovrebbe creare il proprio Islam. Voi italiani, per esempio, dovreste plasmarlo con le vostre mani, non delegarlo agli Imam ma farlo insieme a loro». Dei movimenti xenofobi sempre più forti in Europa: «L’estremismo è un fenomeno del tutto naturale. Prima di tutto esiste la paura per chi viene da lontano, e questo è un fatto che va accettato, dopo di che occorre prendere delle misure per arginare l’intolleranza, e per farlo occorrono risposte politiche». E ancora del disorientamento di un uomo che si è ritrovato catapultato dall’Iran khomeinista all’Olanda dove tutto è permesso, esperienza raccontata nel romanzo Il viaggio delle bottiglie vuote : «Non volevo lasciare la mia patria. Volevo essere uno scrittore in Iran, è sempre stato il mio sogno fin da bambino. Quando mi sono ritrovato in Olanda pensavo che questo sogno si fosse frantumato, che fosse la mia morte di scrittore». Poi lo studio intenso del nederlandese, che diventa la sua lingua letteraria, una lingua che si arricchisce di poesia e di suggestioni provenienti dalla tradizione persiana, e che segna la sua rinascita.
Quando la conversazione si sposta sull’Iran di Ahmadinejad, però, si irrigidisce: «Gli estremisti tengono in ostaggio il popolo iraniano», dice con un tono di voce inflessibile, mentre muove le dita nervosamente sulla tazza del tè. «È un incubo senza fine, specialmente per le donne e per i giovani. Gli estremisti hanno reso scura e amara la vita in Iran. Però la cultura persiana è vivace ed energica e i miei connazionali sapranno superare questo periodo buio, dovesse durare cinquant’anni».
Le persecuzioni a cui hanno sottoposto lui e la sua famiglia, la clandestinità prima e l’esilio poi, non hanno mai minato la sua fiducia nella letteratura: «È l’unico rimedio che abbiamo per aiutare le persone nei periodi difficili della loro vita. Io non sono un credente, ma so che i libri sacri, tanto la Bibbia, quanto la Torah e il Corano, ci insegnano che Dio ha lasciato qualcosa di sé nell’uomo quando l’ha creato. Questa è stata la parola. In questo senso la letteratura è opera di Dio, rende la gente felice e dà senso alla vita».

ANDREA POMELLA

VOCE
a Neda Agha-Soltani, martire d’Iran

Il 20 giugno in viale Kargar
la studentessa di filosofia assomiglia
a una foglia
è leggera dietro il sangue
che gronda su Teheran
la gente è una foresta in una piazza
le cui radici fanno ondeggiare il suolo
il cecchino Basij è nascosto sul tetto
come un orso vigliacco
spara il proiettile
mira al cuore della foglia
e subito il sangue trabocca
passa la linfa, fuoriesce,
macchia la faccia della strada
il sangue si apre come il Mar Rosso
e passa un popolo.
La studentessa di filosofia porta un nome
che in persiano significa
voce
voce nei mercati, nei cortili, nelle strade
voce nei monti, negli abissi, nelle stelle
voce che fa male al cuore quando respiri
o sogni di schiodare il cielo dalla terra
o la folla dall’aguzzino che vuole esserle
padre vendicatore
voce nelle notti islamiche
voce nelle crociate occidentali
voce di fuoco e di sorgente
voce che schiaccia le pietre
nell’assalto alle vipere dell’odio
voce che cammina fra gli uomini
voce ora distesa
nel nulla che sovrasta il mondo
voce del corpo in cui non tornerà
più a esserci una voce.

(Andrea Pomella – Luglio 2009)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: