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L’originalità è la morte

26 luglio 2017

Prendiamo le foto che scattano i turisti, per esempio, al cospetto della torre di Pisa. Quel genere di foto in cui il turista si pone a una certa distanza dalla torre di Pisa per fare in modo che nell’inquadratura sembri che la torre si sia rimpicciolita e che il turista la stia sorreggendo con la mano. Oppure quel genere di foto in cui il turista sembra stringere il sole tra pollice e indice. Le varianti sono molteplici, il principio è il medesimo. Ragioniamo non tanto sulle varianti, quanto sul principio. Ragioniamo sul fatto che il principio scaturisce – in origine – da quello che si può definire come un ‘colpo di genio’, ossia un’idea eccezionalmente semplice alla quale nessuno tuttavia aveva mai pensato prima. E ragioniamo su quanto i colpi di genio siano soggetti a deterioramento. Oggi nessuno è disposto a riconoscere la qualità del genio al turista in posa in piazza dei Miracoli a Pisa con la mano tesa e la torre sullo sfondo. Anzi, oggi la cosa appare del tutto banale, insulsa, un’idea grossolana e di cattivo gusto come lo sono in definitiva un po’ tutte le cose che circondano il turismo di massa. Eppure il primo che ha pensato di poter scattare una foto di quel genere dev’essere stato a suo modo un genio creativo. Il primo e l’unico. O al limite lui e la sua idea, altrettanto acuta. Il colpo di genio, ovvero l’idea eccezionale, ingegnosa e totalmente inconsueta, quando ha successo presso gli uomini subisce un destino bizzarro, una nemesi: diventa dozzinale, simbolo stesso di mediocrità. Alcune opere di Banksy, come la bambina col palloncino a forma di cuore, o il lanciatore di fiori, sembrano destinate a subire la stessa sorte, diventare immagini altrettanto abusate, al punto che oggi postarle, per esempio, su un social, denota quantomeno scarsa originalità (e forse, se guardiamo la cosa secondo ciò che si potrebbe definire “il mandato artistico”, proprio questa progressiva e inesorabile perdita di originalità è ciò che conferisce senso e funzione all’opera di Banksy e alla sua idea originaria). In definitiva non esiste l’originalità – se esiste è quella che Karl Kraus chiamava “un’originalità per difetto che non è in grado di librarsi sino alla banalità” – perché nel momento stesso in cui l’originalità si rivela, essa svanisce. Come certi corpi riesumati dei quali, si dice, per un istante si riesce a intravedere il volto incorrotto, e che un istante dopo, una volta venuti in contatto con l’ossigeno, si polverizzano. Nelle arti visive l’originalità a ogni costo ha reso il panorama artistico contemporaneo un mare conforme di anticonformismo. L’originalità è la morte.

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