Posts Tagged ‘movimento 5 stelle’

Loro non hanno mai fatto campagne contro i vaccini

3 maggio 2017

Ha ragione Grillo. Loro non hanno mai fatto campagne contro i vaccini, ma contro “le case farmaceutiche, i pediatri, la politica e il mondo scientifico” (così in un documento di un paio d’anni fa firmato dai parlamentari europei del Movimento). Rei di cosa? Di non avere più la fiducia della gente. E in mancanza di fiducia, si legge nel documento, bisogna “introdurre nella questione vaccini un livello di decisione personale relativo alle famiglie”. Il ragionamento è più o meno questo. Ho la macchina dal meccanico perché uno stronzo mi è venuto addosso e mi ha sfondato un ammortizzatore. Ma io non ho più fiducia nei meccanici. La mia non è una campagna contro gli ammortizzatori, ma contro i meccanici. Quindi voglio introdurre nella “questione ammortizzatori” un livello di decisione personale. Io non capisco una mazza di ammortizzatori, ma sono arrivato al punto di fidarmi solo di me stesso. Decido quindi che l’ammortizzatore non mi serve. Mi riprendo la macchina e parto. Se poi finisco ad arare la tangenziale coll’avantreno potrò dire che, no, io non ho mai fatto campagne contro gli ammortizzatori. Come diceva Flaiano, basta alzarsi una mattina alle sette e uscire per capire che abbiamo sbagliato tutto.

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Espulsi perché hanno criticato un megafono è una cosa che farebbe impazzire Buñuel

27 febbraio 2014

Per ratificare la delibera di espulsione dei quattro senatori Bocchino, Campanella, Battista e Orellana hanno votato in 43.368 (29.883 a favore e 13.485 contro). Considerato che il Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni politiche ha preso 8.688.231 voti, quei 43.368 rappresentano lo 0,49% del totale degli elettori del movimento. Più che una democrazia diretta, la forma di autogoverno che si è data il Movimento 5 Stelle è una diarchia (Grillo e Casaleggio) mascherata da oligarchia (gli iscritti al blog di Grillo).

Un’ovvietà che non è poi così tanto ovvia: dire che “la rete si è espressa a favore dell’espulsione” è un’approssimazione grossolana. La rete non è composta da 43.368 persone, né è monopolizzata dagli elettori del Movimento 5 Stelle, ma è fatta da due miliardi e mezzo di persone che si connettono da ogni parte del mondo e che hanno le idee politiche più disparate. I giornalisti che per esigenze di sintesi accettano questa semplificazione cadono in una pericolosa trappola linguistica.

Qualche anno fa l’ufficio stampa del Movimento 5 Stelle inviò un famoso glossario alle redazioni dei giornali in cui, tra le altre cose, si precisava che Beppe Grillo “è il megafono al nostro servizio e non il nostro leader”. Quattro senatori espulsi perché hanno criticato un megafono è una cosa che farebbe impazzire Buñuel.

 

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