Posts Tagged ‘pier paolo pasolini’

Demolire Pasolini

1 aprile 2016

Quando ho sentito che hanno fatto a pezzi la stele dedicata alla memoria di Pasolini, la prima cosa che ho fatto è stato andare a rileggere alcune poesie di Pasolini. Quando ho sentito che hanno fatto a pezzi la stele dedicata alla memoria di Pasolini, ho pensato: «La stele è pur sempre un pezzo di marmo, non è la memoria di Pasolini». Quelli che hanno fatto a pezzi la stele dedicata alla memoria di Pasolini non sanno che a colpi di mazzuola, l’unica cosa che ottengono è che noi ci ricordiamo più intensamente di Pasolini, e dopo andiamo a rileggere le poesie, e poi ripariamo anche la stele dedicata alla memoria di Pasolini, che è pur sempre un pezzo di marmo, e se va in pezzi la si può rifare tale e quale fino a un milione di volte. Dopo che ho riletto alcune poesie di Pasolini ho pensato che a prendersela con una stele di marmo si fa la figura di uno che tira mazzolate al vento intergalattico convinto di poter demolire il sistema solare.

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Fare a botte per Pasolini

3 novembre 2015

Da qualche giorno leggo di gente che fa a botte per Pasolini, così, per non sentirmi troppo disperso nell’exosfera culturale, ho deciso di guardare il film di Abel Ferrara intitolato Pasolini, e ho pensato che invece di fare a botte per Pasolini, la gente dovrebbe fare a botte con Abel Ferrara.

Prima di guardare in Tv Pasolini di Abel Ferrara, ho guardato un programma intitolato Megafabbriche sul canale del National Geographic, la puntata era dedicata alla fabbrica della Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, durante il collaudo su strada della Lamborghini appena sfornata, i collaudatori sono stati fermati da una pattuglia di carabinieri.

Prima di guardare in Tv Pasolini di Abel Ferrara, e Megafabbriche sul canale del National Geographic, ho guardato un programma intitolato Megacostruzioni sul canale Discovery, la puntata era dedicata alla costruzione del Cape Town Stadium di Città del Capo, ma il programma non aveva niente di interessante.

Questo elenco di programmi che ho guardato prima del film di Abel Ferrara intitolato Pasolini potrebbe continuare all’infinito, o perlomeno fino alla prima puntata di SuperGulp!, che guardai nel marzo del 1977, quando avevo tre anni e mezzo.

Titoli

12 maggio 2014

Domenica mattina ho fatto un salto alla Bussola, che è una bellissima libreria di remainder a via Po a Torino, mentre guardavo tra gli scaffali mi è capitata sott’occhio una vecchia edizione di Una vita violenta di Pasolini, intorno era tutto un bel silenzio e pace, vecchi libri che impigriscono nella penombra e esseri umani in contemplazione, allora quel titolo mi è suonato come uno splendido urlo sterminatore.

Ho letto una poesia che ha un titolo così bello che quasi si può fare a meno di leggere la poesia, perché è già tutto nel titolo, e non c’è niente che si possa dire più di questo, è di Chely Lima e si chiama Ballata di chi non vuole fare l’amore all’oscuro.

Bestemmie

22 aprile 2014

Sui social, a furia di replicarlo, hanno accoppato un aforisma della Merini che fa: “Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura”. Negli ultimi tempi stanno accoppando pure un passaggio della lettera di Pasolini a Gennariello, quello che dice: “Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece”. A pensarci bene sui social hanno accoppato tutta la Merini, non solo quel verso, e tutto Pasolini (ma non solo sui social). Così come prima dei social, ma con le stesse modalità, hanno accoppato Hesse e Kerouac. Neanche la Szymborska se la passa tanto bene.

Sabato pomeriggio, in un paesino di un centinaio di anime (per dare un’idea della solitudine si dice così, si indicano le anime) sono uscito da un negozio di vini e formaggi, c’era un tizio che bestemmiava perché un altro tizio aveva parcheggiato l’Ape davanti alla sua porta, il tizio ha pronunciato per una trentina di volte la stessa bestemmia, ogni volta che ripeteva la bestemmia faceva in modo di perfezionarne il tono, la caduta degli accenti, per rimarcare con più forza il destinatario delle invettive, che era senz’altro Dio, cioè era il proprietario dell’Ape il quale però, non essendo probabilmente famoso come Dio, è rimasto in secondo piano.

“Uno dei migliori libri italiani scritti e pubblicati nell’ultimo decennio”. Francesca Fichera su Scene Contemporanee

17 luglio 2013

Su scenecontemporanee.it una recensione di Francesca Fichera a “La misura del danno” che più benevola non si può. Qui l’articolo originale.

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«Si può parlare di ingiustizia a proposito del mancato grande successo, di critica e di vendita, del Mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante? Intendiamoci: successo di vendita e critica c’è stato, ma normale. Mentre il libro della Morante rappresenta un avvenimento eccezionale». Leggi il seguito di questo post »

E se passassimo da un sistema competitivo a uno cooperativo?

11 gennaio 2012

Ma siamo proprio sicuri che bisogna sempre crescere, ogni anno crescere? Nei sistemi economici moderni esiste una sola professione di fede: la crescita economica. Si tratta di quel complesso di fenomeni che riguarda l’incremento della ricchezza, dei consumi, della produzione di merci, dell’erogazione di servizi, dell’occupazione, della ricerca scientifica e dello sviluppo delle nuove tecnologie. All’opposto della crescita c’è quello che gli economisti chiamano “stagnazione” e “recessione”. La crescita economica è un’idea relativamente recente che si è affermata in epoca moderna con l’avvento del capitalismo e della classe borghese. Tuttavia non viene mai adeguatamente Leggi il seguito di questo post »

Corso di aggiornamento sullo stato della nazione

11 luglio 2011

Nell’ultimo periodo, al contrario delle mie abitudini, ho letto un bel po’ di narrativa italiana contemporanea. L’ho fatto come se dovessi affrontare un corso di aggiornamento sullo stato della nazione. Una cosa mi è saltata all’occhio: la pressoché totale mancanza di ambizione che fa degli autori italiani i cantori di universi piccoli, spesso piccolissimi, meglio se chiusi tra le mura municipali di qualche minuscolo borgo di provincia. In pochi (quasi nessuno) sono capaci di costruire mondi, di sfidare il dominio dell’immaginazione, di confrontarsi con temi alti. Nei microcosmi provinciali di questi narratori non c’è neppure quello slancio che ha fatto grande la letteratura italiana del secondo Leggi il seguito di questo post »

La letteratura è un cortile

8 febbraio 2011


Unione Sarda, 7  febbraio 2011
– Da pochi giorni è uscito in libreria un piccolo incantevole volume, di quelli che ormai si stampano sempre più di rado. Ha per protagonista la biografia di un uomo e, per estensione, di un secolo, il Novecento, filtrato attraverso la storia della narrativa e della poesia, della musica e dell’arte. Si intitola La letteratura è un cortile (ed. Giulio Perrone). L’autore è Walter Mauro, classe 1925, critico militante e allievo di Ungaretti, esponente di una generazione che credeva ancora profondamente nel rapporto tra cultura e società e che si riconosceva nella sacralità dell’atto creativo.
Lungi, per sua stessa ammissione, dal lasciarsi andare alla celebrazione dei bei tempi andati, Mauro convoca nel cortile in cui ha trascorso tutta la sua vita, il cortile della letteratura appunto, i personaggi che hanno scritto Leggi il seguito di questo post »

Moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta

2 novembre 2010

“Quello che ci fa illudere è questa linea di vivi nella quale ci troviamo, che avanza verso ciò che chiamiamo futuro solo perché un nome siamo stati costretti a darglielo, traendone incessantemente i nuovi esseri, abbandonando incessantemente gli esseri vecchi che abbiamo dovuto chiamare morti perché non emergano dal passato”. J. Saramago

Ho estratto questa frase da La zattera di pietra di Saramago pensando a Pasolini, ai trentacinque anni che oggi ricorrono dalla morte. In molti si chiedono cosa penserebbe Leggi il seguito di questo post »

Nosce te ipsum

9 agosto 2010

Quando passo il mio tempo in una località di vacanza ho sempre la sensazioni costante di aver perduto delle possibilità nella mia vita. Questo è senz’altro vero in linea di massima, ma quando sto nella mia casa, nel mio quartiere e nelle mia città, tutto mi sembra impagliato, come se alle mie centinaia di vite alternative io non dessi mai troppa attenzione. Stamattina presto ho fatto una corsa sul lungomare, ho osservato le facce dei turisti che passeggiavano nei pressi del porticciolo, ognuno di loro dava il meglio di sé. Ho ripensato a una frase di Pasolini: “Li ho visti, li ho visti in folla a Ferragosto. Erano l’immagine della frenesia Leggi il seguito di questo post »

Fine delle trasmissioni

13 luglio 2010

Da bambino l’immagine del traliccio bianco che saliva pieno di maestà, alto e terribile, navigando sulle nuvole e sugli astri, mentre il cielo dietro di lui crollava lentamente, con tutti i suoi angeli e arcangeli, mi atterriva. L’accompagnamento musicale era dato da un brano del compositore fiorentino Roberto Lupi, si intitolava Saturno, e dopo di lui esisteva solo il silenzio della notte. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che il brano di Lupi fosse ispirato agli scritti dello scrittore ed esoterista austriaco Gustav Meyrink, un personaggio singolare vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, figlio illegittimo di un ministro e di un’attrice ebrea e sedotto dalle pratiche dell’occultismo e dello spiritismo. Vero o non vero Leggi il seguito di questo post »

Saremo ancora capaci di essere poveri?

5 luglio 2010

Forse arriverà un giorno in cui gli storici dovranno rivedere un po’ di cose, forse perfino tornare su antiche definizioni ed aggiornare le grandi epoche con cui gli studiosi hanno suddiviso la storia della società umana. Leggevo stamattina alcuni dati secondo cui in Italia la metà della ricchezza totale del paese è detenuta dal 10% della popolazione complessiva. Questo significa che se a dieci persone sedute intorno a una tavola viene servito un pollo, una metà del pollo andrà di diritto a un solo commensale, mentre gli altri nove dovranno dividersi la restante metà. La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi Leggi il seguito di questo post »

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