Posts Tagged ‘sant’agostino’

La memoria, la percezione e l’aspettativa

12 aprile 2018

Sono giorni in cui penso che potrei iniziare a scrivere qualcosa di nuovo, e per mettere in moto il dispositivo leggo Le confessioni di Sant’Agostino e ascolto in loop un disco che parla di Dio, di oscurità, di abbandono e di redenzione: Life is People di Bill Fay. Sant’Agostino diceva che il tempo è un’estensione dell’anima. Mentre io ho sempre creduto che l’anima sia un prodotto del tempo. Perciò ora mi ritrovo qui principalmente a cercare di risolvere questo bel paradosso. Così a un certo punto mi metto a scrivere, ma esce fuori solo questo:

La scuola si componeva di due edifici di mattoni rossi, i due edifici si spartivano le classi e i ragazzi: da una parte la scuola elementare, dall’altra la scuola media. Per arrivarci bisognava percorrere una salita a S. Alle pendici della salita c’era un enorme cancello blu, sul muro accanto al cancello c’erano tre scritte tracciate con lo spray: “W il ’68”, “Dio c’è” e “Chi ama la figa metta una riga”. Sotto all’ultima delle tre spiccavano molte righe.

Una bella delusione, non c’è che dire. Ma il lavoro che c’è da fare è cercare di conciliare il tutto, un lavoro enorme e non banale, il VERO lavoro di scrittura, soprattutto quando sai di avere in testa ben chiaramente che il tutto è possibile, che Dio, Sant’Agostino, Bill Fay e la memoria trafitta da quelle scritte sono parte di un’unica esplorazione verso cui tendi. “Solo impropriamente si dice che i tempi sono tre” – è scritto ne Le confessioni – “passato, presente e futuro, ma più corretto sarebbe forse dire che i tempi sono tre in questo senso: presente di ciò che è passato, presente di ciò che è presente e presente di ciò che è futuro. Sì, questi tre sono in un certo senso nell’anima e non vedo come possano essere altrove: il presente di ciò che è passato è la memoria, di ciò che è presente la percezione, di ciò che è futuro l’aspettativa”.

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La memoria è il ventre dello spirito

27 aprile 2010

È come in uno strano dormire, ci si ricorda in qualche modo di quando si era svegli, del pasto della sera prima, delle voci provenienti dal piano di sopra, dell’ultimo programma visto in Tv, eppure, nonostante questo, si sa per certo di appartenere ormai a un presente di sogni. Il tempo è questo strano dormire, il ricordo delle cose passate è là dietro, abbandonato a sgocciolare come un ombrello bagnato fuori dalla porta. Appena ieri ero un ragazzino con una tuta blu e le toppe ai gomiti, pedalavo su una bicicletta insieme ad altri ragazzini con altrettante tute con le toppe ai gomiti, lasciavamo transitare i giorni accecati dalle meraviglie che scoprivamo durante le nostre scorribande sui sentieri di periferia, Leggi il seguito di questo post »

Il mago e il gigante

27 novembre 2009

In questo tempo così avaro e sempre uguale comincio a sentire il pizzico di un odore nauseante. Quest’odore non proviene dalle stanze del potere, forse perché ne sono così invase già di loro da renderci immuni da qualsiasi nausea. L’odore a cui mi riferisco viene dalle strade, dagli uffici, dalle fabbriche, dalle università, da tutti quei luoghi in cui sono aggregate un certo numero di persone per ragione o per forza, e che rappresentano i posti che definiscono l’anima stessa di una comunità nazionale. Le contrapposizioni politiche sono il sale di una democrazia matura, altra cosa è il fideismo, quell’atteggiamento che trovandosi Leggi il seguito di questo post »

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