Posts Tagged ‘tolleranza’

Gli umani non hanno solo diritto a essere tollerati; hanno diritto a ESSERE

1 luglio 2018

Ho letto le dichiarazioni dei leghisti al governo dal palco di Pontida, e ho pensato che se si vuole contrastare questo schifo bisogna smetterla col fare opposizione sentimentale. La Storia dice che la destra oscurantista la si batte combattendo una guerra frontale, dura e ostinata, rimpiazzando i sentimenti iniziali dello sconcerto, dello sdegno e della paura con quelli della rabbia migliore, della sollevazione, della disubbidienza se necessario, del rifiuto. Essere insomma forza viva, di sangue pulsante, e non solo voce critica, o peggio guaito, rimpianto. Cominciamo per esempio a smetterla con parole come tolleranza. Si tollera ciò che è considerato riprovevole ma ineludibile, si tollera per mascherare un’insofferenza di fondo contro qualcuno o qualcosa. Il paradosso è che in nome della tolleranza io dovrei tollerare chi esulta per ciascuno dei 972 uomini, donne e bambini che dall’inizio dell’anno sono morti affogati in mare mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Gente – quella che esulta per i morti in mare – che vota, che vive nel mio stesso palazzo, che incontro ogni giorno sul posto di lavoro o nella scuola in cui va mio figlio, che mi siede accanto sull’autobus, al cinema o a tavola la notte di Natale, e verso cui io provo, certo, insofferenza. Io non voglio essere tollerante. Voglio essere accogliente, nei limiti e nel rispetto della legge umana, civile e morale. Umberto Eco diceva che l’educazione alla tolleranza è necessaria per regolare la nostra naturale e biologica reazione al diverso. Preferisco Popper che la chiamava “valorizzazione della reciprocità”, ossia un’idea dell’altro che includa la possibilità della critica e del confronto, ma partendo da una situazione DI PARITÀ e in nome del progresso sociale. Se tollerate, in fondo siete come loro, come quei sadici al governo. Mentre gli esseri umani hanno dei diritti inviolabili molto più complessi. Non hanno semplicemente diritto a essere sopportati; hanno diritto a ESSERE. Ed è quanto basta.

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Detesto la parola “tolleranza”

20 gennaio 2011

Lo ribadivo qualche giorno fa in una discussione pubblica sul web: detesto il termine “tolleranza”. Lo detesto come tutte le parole abusate di cui si è smarrito il significato autentico. Si “tollera” ciò che di per sé è considerato riprovevole ma ineludibile. In questo senso, la voce tolleranza diventa un vocabolo che serve a mascherare un’insofferenza di fondo contro qualcuno o qualcosa. Insomma, un contraffazione del più becero razzismo. Oggi, nel linguaggio sociologico e religioso, è passata invece l’idea che tollerare significhi possedere la capacità individuale e collettiva di coesistere pacificamente con persone singole o gruppi sociali che vivono e si comportano in maniera diversa dalla propria. Insomma, siamo di fronte a uno di quei travisamenti linguistici di cui abbonda il lessico italiano contemporaneo. Sul concetto di tolleranza, già a partire dal Cinquecento, si è ampiamente dibattuto nei secoli passati. La graduale accettazione Leggi il seguito di questo post »

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