Posts Tagged ‘umberto eco’

Gli umani non hanno solo diritto a essere tollerati; hanno diritto a ESSERE

1 luglio 2018

Ho letto le dichiarazioni dei leghisti al governo dal palco di Pontida, e ho pensato che se si vuole contrastare questo schifo bisogna smetterla col fare opposizione sentimentale. La Storia dice che la destra oscurantista la si batte combattendo una guerra frontale, dura e ostinata, rimpiazzando i sentimenti iniziali dello sconcerto, dello sdegno e della paura con quelli della rabbia migliore, della sollevazione, della disubbidienza se necessario, del rifiuto. Essere insomma forza viva, di sangue pulsante, e non solo voce critica, o peggio guaito, rimpianto. Cominciamo per esempio a smetterla con parole come tolleranza. Si tollera ciò che è considerato riprovevole ma ineludibile, si tollera per mascherare un’insofferenza di fondo contro qualcuno o qualcosa. Il paradosso è che in nome della tolleranza io dovrei tollerare chi esulta per ciascuno dei 972 uomini, donne e bambini che dall’inizio dell’anno sono morti affogati in mare mentre tentavano di raggiungere l’Europa. Gente – quella che esulta per i morti in mare – che vota, che vive nel mio stesso palazzo, che incontro ogni giorno sul posto di lavoro o nella scuola in cui va mio figlio, che mi siede accanto sull’autobus, al cinema o a tavola la notte di Natale, e verso cui io provo, certo, insofferenza. Io non voglio essere tollerante. Voglio essere accogliente, nei limiti e nel rispetto della legge umana, civile e morale. Umberto Eco diceva che l’educazione alla tolleranza è necessaria per regolare la nostra naturale e biologica reazione al diverso. Preferisco Popper che la chiamava “valorizzazione della reciprocità”, ossia un’idea dell’altro che includa la possibilità della critica e del confronto, ma partendo da una situazione DI PARITÀ e in nome del progresso sociale. Se tollerate, in fondo siete come loro, come quei sadici al governo. Mentre gli esseri umani hanno dei diritti inviolabili molto più complessi. Non hanno semplicemente diritto a essere sopportati; hanno diritto a ESSERE. Ed è quanto basta.

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Arrivare

11 giugno 2015

A giugno, più che in altri mesi dell’anno, sento le persone dire: “Non ce la faccio più, sono arrivato”. Lo dicono lamentandosi della vita pesante, della routine. Ieri mattina l’ho detto anch’io, ho detto che sono arrivato. Ma arrivato, dove?

Umberto Eco ha detto che internet ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere. Giorni fa in un bar di Testaccio c’era uno che chiedeva a un altro: “Ma tu, quando compri qualcosa, non provi un senso di sconfitta?” Al bar tutti hanno fatto come se niente fosse.

Chi si scandalizza è sempre banale

7 novembre 2009

pensatoreIl mese scorso ho letto Il grande silenzio (Laterza), il bel libro-intervista ad Alberto Asor Rosa curato da Simonetta Fiori sulla dissoluzione di quel legame tra intellettuali e politica che ha contraddistinto il dibattito politico e culturale italiano fin dagli albori del Risorgimento. Il “grande silenzio” che dà il titolo al libro non è altro che la caduta del pensiero critico in un vuoto interminabile, in un silenzio, appunto, catastrofico e raggelante, rovinoso quanto il dominio incontrastato esercitato dalla cosiddetta “civiltà montante”, massmediatica e globalizzata, che domina la contemporaneità. L’intervista all’intellettuale Asor Rosa è un’occasione per una lunga passeggiata in un bosco in cui, di volta in volta, si incontrano gli infiniti occhi di personaggi celebri, come Togliatti e Pasolini, Berlinguer e Fortini, Eco e Calvino, e così via, Leggi il seguito di questo post »

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